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Domenica, 7 Agosto 2022
Gli effetti dell'inchiesta / Terracina

Dimissioni di massa in Comune a Terracina, Fdi e UeL: “Epilogo amaro. Scelta lesiva per la città”

La nota dei gruppi consiliari di Fratelli d’Italia e Uniti e Liberi dopo le dimissioni dei 14 consiglieri comunali: “Eravamo pronti ad assumerci la responsabilità di terminare il nostro mandato con un ultimo atto condiviso"

Sono arrivate in massa da 14 consiglieri comunali ieri le dimissioni a Terracina, dopo quelle rassegnate il giorno precedente dalla sindaca Roberta Tintari finita ai domiciliari nell’ambito dell’inchiesta “Free Beach” che ha travolto l’Amministrazione della città sul litorale pontino. Nove consiglieri di opposizione e 5 della maggioranza hanno formalizzato le dimissioni davanti al segretario comunale aprendo la strada al commissariamento. 

In serata l’affondo dei gruppi consiliari di Terracina di Fratelli d’Italia e Uniti e Liberi che hanno parlato di “un amaro epilogo”, di “una scelta che - scrivono in una nota - riteniamo lesiva per la città e poco rispettosa del ruolo svolto dai consiglieri comunali”. 

Nel confronto avviato nella mattinata precedente alle dimissioni, spiegano i due gruppi consiliari, “tra gli esponenti della maggioranza avevamo ipotizzato un percorso di responsabilità che ci avrebbe permesso di assicurare la piena funzionalità dell’Ente ed evitare ulteriori scossoni al sistema amministrativo terracinese, sulla linea espressa anche dal vice sindaco Patrizio Avelli. Un percorso che avremmo voluto condividere con tutte le forze politiche, di maggioranza e opposizione, dell’Assise cittadina, da terminare con la salvaguardia degli equilibri del bilancio, prevista entro il 31 luglio, e la ratifica degli impegni finanziari assunti, per evitare il blocco nel proseguimento delle attività dei lavori pubblici e del settore finanziario. Noi di Fratelli d’Italia e di Uniti e Liberi eravamo pronti ad assumerci la responsabilità di terminare il nostro mandato con un ultimo atto condiviso, per essere certi di lasciare agli uffici la possibilità di proseguire importanti attività di lavori pubblici e manutenzioni in grado di dare risposte alle esigenze della città. Un breve percorso che, considerate le dimissioni irrevocabili del sindaco Roberta Tintari, avrebbe avuto altri venti giorni per essere portato a termine prima della fine dell’esperienza amministrativa.  

Lo abbiamo proposto agli altri consiglieri - prosegue la nota - ma a prevalere è stato l’opportunismo dei singoli. Comprensibile per chi sedeva tra i banchi dell’opposizione. Molto meno per coloro che consideravamo ‘alleati’, che hanno invece evitato il confronto comunicandoci le loro dimissioni. Una scelta quest’ultima che ci lascia delusi e amareggiati considerati i modi e i tempi in cui è avvenuta, e soprattutto perché priva la città di un ultimo atto di indirizzo e una dovuta assunzione di responsabilità da parte di amministratori eletti dai cittadini. Pazienza, non è la prima volta nella storia che qualcuno sfugge dalle proprie responsabilità nel momento in cui servirebbero onore e coscienza”. 

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