Coronavirus, D’Amato: “Nel Lazio contagi nelle Rsa e all’interno delle famiglie”

Il punto dell’assessore alla Sanità: “Abbiamo monitorato oltre 600 Rsa con ispezioni 'in loco' per la verifica delle prescrizioni. Chi ha tradito gli anziani non può stare nel servizio sanitario regionale"

"Nel Lazio abbiamo ancora un duplice effetto di contagio: uno relativo ai cluster di comunità chiusi, come Rsa, case di riposo ed istituti religiosi, il cui contagio il più delle volte viene indotto dall'esterno, ovvero da operatori e personale che frequenta più di un luogo, cosa che però adesso abbiamo vietato. E l’altro elemento sono i cluster familiari, dove vi è un familiare che ha acquisito il virus e che, via via, per uno scarso isolamento, avvia il contagio interno. Ricordo che noi abbiamo messo a disposizione una rete alberghiera per potersi isolare che stiamo utilizzando in questa fase per coloro che non hanno una condizione abitativa tale da consentire un’adeguato isolamento”. 

A fare il punto della situazione l’assessore regionale alla Sanità Alessio D’amato intervenuto ieri nel corso della conferenza stampa in video connessione dall'ospedale Spallanzani durante la quale è stata presentata la campagna di test epidemiologici in partenza lunedì.

Per quanto riguarda le residenze sanitarie assistenziali, ha spiegato D’Amato che fino ad oggi sono state monitorate 600 Rsa “con ispezioni in loco per la verifica degli adempimenti prescrittivi dati già nel febbraio scorso dalla Regione. Dove ci sono situazioni di criticità vengono svolti audit per verificare la piena applicazione delle indicazioni regionali date. Lì dove emergono situazioni serie e gravi - ha detto ancora l’assessore regionale - si è proceduto anche a interi svuotamenti di strutture che non corrispondevano agli adempimenti indicati, e a segnalare all'autorità competente eventuali irregolarità".

“Lo voglio dire - ha poi concluso D’Amato -: chi ha tradito gli anziani non può stare nel servizio sanitario regionale. Su questo saremo molto severi con tutti e lì dove emergeranno situazioni gravi si procederà alla revoca dell'accreditamento con il Ssr. Occorre ripensare complessivamente alla rete di assistenza degli anziani, che a mio avviso deve essere maggiormente adeguata alle esigenze che gli anziani hanno in termini di pluripatologie e cronicità. In molte circostanze quello che abbiamo visto non è accettabile".

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