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Emergenza Covid, il Goretti si organizza: svuotata la cappella per accogliere i pazienti

La Diocesi: “Un modo concreto di collaborare a favore del bene delle persone in un momento storico segnato dalla pandemia”. Spiega la Asl: "Una precauzione necessaria per un possibile un afflusso di pazienti non gestibile con le azioni già intraprese"

Altri 139 nuovi casi di coronavirus oggi, 28 ottobre: l’attenzione nel territorio pontino è sempre alta anche a fronte del numero crescente degli attuali positivi e dei pazienti che necessitano di un ricovero in ospedale. A fronte dell’emergenza Covid il Santa Goretti di Latina si riorganizza e anche gli spazi della cappella sono stati svuotati e messi a disposizone per la gestione dei pazienti.

La conferma è arrivata nel pomeriggio anche dalla Diocesi di Latina. “Da oggi la cappella dell’ospedale civile S. Maria Goretti di Latina non sarà accessibile al culto per alcuni giorni - viene spiegato attraverso una nota -. Con l’autorizzazione del vescovo Mariano Crociata l’aula liturgica è stata messa a disposizione della Direzione del presidio ospedaliero, che a sua volta la utilizzerà nei suoi piani di gestione dei pazienti, considerando che la struttura è sede del Pronto Soccorso e che allo stesso tempo è diventata ‘ospedale Covid’”.

Diocesi: "Non viene meno la vicinanza ai malati"

Gli spazi sono stati liberati con il tabernacolo e gli arredi sacri sono stati trasferiti in altro luogo degno e idoneo allo scopo. “In ogni caso - prosegue la Diocesi di Latina -, non viene meno la vicinanza ai malati e al personale ospedaliero, verso cui è confermato e continua il servizio dell’assistenza spirituale assicurato dal cappellano e da eventuali collaboratori pastorali. Gli stessi parenti dei ricoverati potranno rivolgersi con fiducia al cappellano, anche attraverso lo stesso personale del reparto. La chiesa diocesana di Latina riconosce l’impegno gravoso dell’organizzazione sanitaria pontina nell’assicurare ai pazienti quell’assistenza che sia clinicamente qualificata e che rispetti la loro dignità umana. Per questo esprime gratitudine al personale sanitario e tecnico-amministrativo chiamato a gestire questa emergenza. La decisione di autorizzare l’uso della cappella è anche un modo concreto di collaborare, secondo la propria disponibilità, a favore del bene delle persone in un momento storico segnato dalla pandemia da coronavirus, e di farlo con quella stessa sollecitudine che Gesù aveva per i malati che incontrava, così come la stessa Chiesa nel corso dei secoli”.

“Mai come in questi momenti è utile richiamare il senso di responsabilità personale, anche accettando sacrifici che senz’altro mettono a dura prova la vita quotidiana di ciascuno di noi - conclude la Diocesi -. In questo modo può diventare fruttuosa la ricerca, ciascuno per le proprie responsabilità e competenze, di quella via giusta per raggiungere l’obiettivo fondamentale della sicurezza e della tutela della salute delle persone”.

Asl: “Strategia per fronteggiare l’arrivo di nuovi pazienti”

Tra le strategie per far fronte all’arrivo di nuovi pazienti Covid che necessitano di un ricovero ospedaliero, ha spiegato la Asl, rientra proprio l’ipotesi, come già previsto nel piano per fronteggiare le maxi emergenze sanitarie elaborato in epoca pre-covid, di usare la cappella come area di degenza. “Per questa ragione - aggiunge l’Azienda sanitaria locale attraverso una nota -, sono stati presi contatti con la Diocesi di Latina, che con il presente comunicato si intende ringraziare per la disponibilità, sia per ottenere l’autorizzazione ad utilizzare il luogo di culto come reparto di degenza, sia per avviare le attività preliminari necessarie a tale scopo e, in questo senso, rendere operativa nell’immediato, in caso di necessità, anche quell’area dell’ospedale. In questo senso, è stato trasferito il tabernacolo come gli arredi sacri e si è provveduto a spostare i banchi destinati ai fedeli.  Allo stato, tuttavia, non si è ancora proceduto a realizzare le opere impiantistiche e di arredo necessarie per la trasformazione dell’area in reparto. Si tratta solo di una precauzione necessaria in considerazione della possibile evenienza di dover fronteggiare un afflusso di pazienti non gestibile attraverso le azioni già intraprese, gli altri interventi effettuati e quelli in corso di realizzazione. Ad oggi per il Goretti i margini di manovra sono ancora discreti prima di dover procedere anche all’utilizzo della cappella”.

La riorganizzazione del Goretti

In particolare, si sta procedendo “alla piena messa a regime della Medicina d’Urgenza Covid come area di sub-intensiva, allo stato impiegata per la metà dei posti letto utili e, a partire da questa sera, sono stati resi disponibili ulteriori 17 posti letto ordinari Covid nell’area della Medicina Generale”. Dalla prossima settimana, altri posti letto potranno essere messi a disposizione grazie al trasferimento di altre discipline presso l’Icot o altri nosocomi della Asl, come già avvenuto nella fase precedente. “Resta ovviamente intatta, prima di procedere all’impiego della cappella come area di degenza - ribadisce l’Azienda sanitaria locale -, la possibilità di trasformare definitivamente ed integralmente il Goretti in ospedale Covid. In questo momento, pertanto, non mancano i posti letto presso l’ospedale di Latina sebbene, è di tutta evidenza, che la pressione esterna costringe, passo dopo passo, a trasformare i vari reparti in area Covid. Al tempo stesso, tuttavia, è corretto che la Direzione si preoccupi di prevedere anche le soluzioni più remote allo scopo di fronteggiare adeguatamente le necessità emergenti”. 

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