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Manifestazione degli studenti, Blocco studentesco: “Nessuna minaccia e nessun insulto”

Il movimento risponde alla Rete degli Studenti Medi

Si torna a parlare della manifestazione degli studenti del 17 novembre scorso che anche a Latina ha visto scendere in piazza centinaia di ragazzi per protestare contro il Governo e rivendicare e difendere un modello di istruzione pubblico e solidale. 

Nelle scorse ore il Blocco Studentesco ha risposto alla Rete degli Studenti Medi che ha parlato di momenti carichi di tensione durante la protesta. “La partecipazione dei nostri studenti alla manifestazione è stata assolutamente legittima. Non dobbiamo chiedere il permesso a nessun 'ente morale' che giudica negativa qualsiasi forma di politica che non sia la sua: dal Marconi al Mattei per passare per il San Benedetto, centinaia di studenti hanno scelto la nostra voce per portare in piazza i disagi della scuola pubblica: accorpamenti, pcto, edilizia”.

"Non ci meraviglia che movimenti studenteschi di sinistra si siano sentiti offesi dalla nostra presenza - prosegue la nota del movimento - soprattutto perché sulla scuola il loro campo politico non può più avere voce in capitolo: dopo anni di tagli, accorpamenti e obblighi di alternanza scuola-lavoro spacciati per formativi, la sinistra non ha alcun progetto veramente innovativo per la scuola pubblica. Qualcuno deve essersi sentito disturbato dal sentirsi dire la verità in faccia: ma non siamo scesi in strada per essere gli antagonisti di questi nani con le manie di grandezza, ma per protestare contro un governo che non ha cambiato linea rispetto alla pubblica istruzione".

“In merito a fantomatiche minacce e insulti - continua la nota - invitiamo le testate giornalistiche a controllare i fatti prima di dare spago alle manie di protagonismo di certi 'politicanti' in erba. Durante il corteo c'è stata pacifica convivenza con le sigle di sinistra, persino con quelle più intransigenti come Osa con il quale ci sono stati amichevoli scambi di battute. C'è stato il naturale svolgimento di una protesta dai toni accesi, rivolti contro un sistema che taglia fondi alla scuola pubblica mentre le strutture cadono a pezzi: lotte che senz'altro dovrebbero essere percepite come trasversali da chi sventola valori 'democratici'".

"Ci teniamo a ribadire che gli studenti trovano in noi una voce libera e fuori dal solito coro che cerca di fare la vittima senza nessun tipo di aggressione".

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