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Il provvedimento / Sabaudia

“Limitare il consumo di acqua potabile”: ordinanza contro l’emergenza idrica a Sabaudia

Il provvedimento emesso dal sindaco Alberto Mosca. Quali sono le disposizioni; mute fino a 500 euro per chi non le rispetta

E’ stata firmata dal sindaco Alberto Mosca l’ordinanza che dispone delle “limitazioni del consumo di acqua potabile durante la stagione estiva” a Sabaudia per far fronte all’emergenza idrica. Il provvedimento è stato emendato ieri, 4 luglio, e nella stessa giornata il presidente della Provincia Gerardo Stefanelli aveva inviato una lettera ai primi cittadini pontini proprio per chiedere loro di intervenire adottando provvedimenti per un uso corretto dell’acqua, per far fronte all’emergenza siccità che sta interessando anche il territorio provinciale. 

Nell'ordinanza del sindaco di Sabaudia viene ricordato lo stato di calamità naturale proclamato dal presidente della Regione Nicola Zingaretti alla fine di giugno, e specificato come il provvedimento si è reso necessario in virtù anche della “straordinaria ondata di calore che sta interessando tutto il territorio nazionale da diverse settimane, come propagato anche da fonti del Dipartimento di Protezione Civile nazionale” che “non accenna ad una riduzione, causando oggettivamente la grave scarsità di apporto idrico dalle precipitazioni” e dell’”incremento dei consumi idrici” determinati in questa fase dell’anno anche dell’aumento del flusso turistico. 

Inoltre, si legge nel documento, è necessario intervenire “considerato che la Segreteria Tecnico - Operativa dell'Ato4 ‘Lazio Meridionale - Latina’ raccomanda di limitare l'utilizzo della risorsa idrica per usi diversi da quello potabile” e ritenuto che “un indiscriminato utilizzo della risorsa idrica comporta un grave depauperamento delle falde acquifere ed una non corretta ed uniforme distribuzione dell’acqua”. 

Con l’ordinanza, quindi, si dispone di:
    -    di non utilizzare l’acqua potabile per usi diversi da quello domestico-sanitario;
    -    di non utilizzare l’acqua potabile per il riempimento delle piscine;
    -    di non attingere acqua potabile per irrigare orti e giardini privati, lavare strade private, selciati e qualsiasi altro utilizzo non strettamente riconducibile all’uso personale;
    -    di  non prelevare acqua potabile da fontane pubbliche per usi non diretti  ed immediati,  per riempire cisterne o botti, per rifornire locali privati.

Le sanzioni in caso di violazioni vanno dai 25 ai 500 euro. 

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