Fondi, aggressione all'ospedale: le azioni di prevenzione messe in campo dalla Asl

La Direzione aziendale ha messo in campo strategie per prevenire e gestire fenomeni di violenza come quello che si è registrato nei giorni scorsi al San Giovanni di Dio

L'ospedale San Giovanni di Dio di Fondi

Interviene la Asl sull'episodio che si è verificato al pronto soccorso dell'ospedale San Giovanni di Dio di Fondi due notti fa, quando un paziente ha dato in escandescenze devastando i locali e aggredendo il personale. La Direzione aziendale esprime massima solidarietà al personale coinvolto, assicurando che "sarà al loro fianco nell’avviare tutte le azioni necessarie a tutela della loro sicurezza e ricordando che non sarà tollerato alcun atto di violazione verbale o fisica a danno degli operatori sanitari dell’Azienda Sanitaria Locale Latina".

Per fare fronte agli atti di aggressione subiti dagli operatori sanitari, la Asl ha già messo in atto un programma di prevenzione costituendo, sulla base del Documento regionale di indirizzo sulla prevenzione e la gestione degli atti di violenza, un gruppo di lavoro pluridisciplinare che, attraverso l'analisi delle varie situazioni lavorative, ha sviluppato una serie di azioni utili a definire soluzioni necessarie sia per prevenire che per controllare le situazioni di rischio.

Le azioni messe in campo riguardano in particolare: una procedura per la prevenzione e gestione degli atti di violenza, in cui sono specificate le modalità operative, le misure di prevenzione a sostegno degli operatori, i comportamenti in caso di aggressione verbale o fisica. E’ stata prevista inoltre l’istituzione di un ambulatorio di psicologia del lavoro con la finalità di dare adeguato supporto specifico ai lavoratori che hanno subito atti di violenza.

Sono stati già effettuati, nello scorso anno, tre corsi di formazione di base per tutti gli operatori della Asl di Latina. Ed è inoltre di prossima esecuzione un corso avanzato composto di due moduli rivolto al personale che lavora nelle aree critiche individuate a seguito della valutazione del rischio, (per esempio il pronto soccorso e Spdc).

E’ stato infine predisposto il Documento di Valutazione dei rischi per la mappatura delle zone più a rischio di aggressione ed è stata messa in atto una campagna di comunicazione con apposita cartellonistica affissa in tutte le Unità operative, per sensibilizzare gli utenti dei servizi ospedalieri e territoriali a mantenere comportamenti corretti. 

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