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Cronaca Ponza

Appalti pilotati sull’isola di Ponza, 31 persone rinviate a giudizio

La decisione del gup Nicola Iansiti nei confronti delle 31 persone coinvolte nell'inchiesta che nel 2011 porto all'arresto di 7 persone tra cui l'ex sindaco Porzio. La prima udienza il 19 maggio; Comune di Ponza parte civile

Trentuno rinvii a giudizio: questo quanto deciso nell’udienza di ieri dal giudice per le udienze preliminari Nicola Iansiti nell’ambito del processo che scaturisce dall’inchiesta sugli appalti pilotati sull’isola di Ponza che nel settembre del 2011 aveva portato all’arresto di 7 persone tra cui l’ex sindaco Pompeo Porzio insieme ad altri tre assessori e tre imprenditori.

Nell’indagine coordinata dal sostituto procuratore Olimpia Monaco, che nel settembre di 3 anni fa portò agli eccellenti arresti che sconvolsero l’isola pontina, finirono 11 appalti per un valore di circa 3 milioni di euro e che riguardavano diversi ambiti, tra cui la pubblica illuminazione, ai depuratori e messa in sicurezza. Agli imputati viene contestato un sistema di affidamenti illeciti disposti da politici a favore sempre degli stessi imprenditori: si va dagli appalti per la pubblica illuminazione a quelli per i condizionatori passando per le consulenze e per gli appalti per la sicurezza.

Alla sbarra per la prima udienza fissata per il prossimo 19 maggio 2015 ci saranno tutte e 31 le persone rinviate a giudizio, tra cui prorpio l’ex primo cittadino, accusate a vario titolo di abuso d'ufficio, falso, truffa e turbativa d’asta.

L'attuale sindaco di Ponza Piero Vigorelli ha deciso di far costituire il Comune parte civile in virtù del danno che la bufera giudiziaria ha provocato sull’assetto economico, sul turismo e sull’immagine dell’isola.

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