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Sabato, 21 Maggio 2022
Cronaca Formia

Associazione Operatori di Polizia a Formia, denunciato presidente Ernesto Bardellino

Perquisizioni e sequestri all’alba da parte della polizia di Formia nella sede dell’associazione. Quattro gli indagati tra cui l’esponente dei Casalesi; false attestazioni a Pubblico Ufficiale e usurpazione di titolo, i reati ipotizzati

Sono scattati questa mattina all’alba le perquisizioni nella sede locale di Formia dell’Associazione nazionale operatori di polizia. A lavoro gli agenti del locale commissariato che hanno dato esecuzione ai decreti di perquisizione e sequestro nei confronti di quattro soggetti ricoprenti varie cariche nella sezione formiana dell’associazione; le ipotesi di reato sono di false attestazioni a Pubblico Ufficiale e usurpazione di titolo.

Le indagini, condotte congiuntamente dalla Digos della Questura di Latina e dal commissariato di Formia, su delega della Procura di Cassino, sono partite da alcuni articoli di giornali e da notizie apprese su siti internet, che davano notizia dell’apertura di una sezione di Formia dell’associazione presieduta da Ernesto Bardellino.

“La circostanza che un esponente del Clan dei Casalesi, fratello del fondatore della nota consorteria criminale campana già sorvegliato speciale ed attualmente indagato per altri reati, fosse presidente di una sezione cittadina di una associazione che nella denominazione conteneva il titolo “operatori di polizia” - si legge in una nota della Questura -, aveva immediatamente fatto sospettare qualche manovra illegale che necessitasse dei dovuti approfondimenti investigativi”.

Nel corso delle indagini è così emerso che a comporre la sezione formiana fossero anche altri soggetti, oltre a Bardellino, con pesanti precedenti di polizia e che tutti avevano reso dichiarazioni dirette alla Pubblica Amministrazione sulla loro incensuratezza e sulla circostanza che potessero svolgere attività pubbliche, senza averne i presupposti di legge, e dunque attestando il falso. “Inoltre - proseguono dalla Questura -, sempre tramite dichiarazioni pubbliche, alcuni sedicenti referenti della predetta associazione a livello locale avevano più volte cercato di accreditarsi presso l’Amministrazione comunale volendo espletare funzioni di Protezione Civile e di controllo del territorio, spendendo illecitamente il titolo di operatori di polizia”.

Da qui le informazioni di garanzia per i 4 indagati e le perquisizioni di questa mattina che hanno permesso di rinvenire e sequestrare tesserini e documentazione concernenti la predetta associazione comprovando l’apparato accusatorio.

“Appare infine necessario sottolineare che le parole “operatori di polizia” contenute nel nome dell’Associazione in argomento - concludono dalla Questura - nulla hanno a che vedere con la composizione a livello locale e nazionale della predetta organizzazione, che vede la partecipazione di meri volontari che svolgono privatamente i più svariati lavori o sono disoccupati, e dunque non sono appartenenti alle Forze di Polizia e che, tantomeno, la stessa associazione non ha nulla a che vedere con la Polizia di Stato”.
 

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