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L'ambasciata in Congo

L'ambasciata in Congo

Attentato in Congo: chi era Vittorio Iacovacci, il carabiniere ucciso

Il militare era a bordo di una vettura che faceva parte di un convoglio della Monusco, la missione dell'Onu nel Paese africano. Aveva 30 anni e a Sonnino, in provincia di Latina, vive ancora la sua famiglia

Aveva 30 anni Vittorio Iacovacci, il carabiniere in servizio presso l'ambasciata italiana in Repubblica democratica del Congo ucciso questa mattina in un attacco armato avvenuto tra Goma e Bukaku costato la vita anche all'ambasciatore Luca Attanasio. Le due vittime viaggiavano su una vettura che faceva parte di un convoglio della Monusco, la missione dell'Onu per la stabilizzazione del Paese africano.

Il militare era di Sonnino, in provincia di Latina, dove la sua famiglia d'origine vive. Non era sposato e non aveva figli. Era in servizio dallo scorso settembre presso l'ambasciata italiana, in forza al 13^ reggimento Friuli Venezia Giulia, a Gorizia, che fa parte della seconda Brigata mobile dell'Arma dei carabinieri, un nucleo di elite con proiezione operativa all'estero. La stessa Brigata già in passato ha pagato un alto prezzo in vite umane: tra le vittime nell'attentato di Nassiriya e negli agguati in Afghanistan c'erano infatti carabinieri dello stesso gruppo. Iacovacci aveva fatto un corso di addetto ai servizi di protezione e si occupava della tutela dell'ambasciatore.

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