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Attentato al carabiniere e spaccio a Cisterna: nomi e ruoli degli arrestati. Tra loro il padre di Desirèe

L'operazione Buffalo condotta dai carabinieri ha consentito di sgominare un gruppo criminale. Tra loro i due responsabili dell'intimidazione al maresciallo

Otto arresti nell'ambito di un gruppo criminale di Cisterna dedito allo spaccio di droga, in particolare cocaina, e ad estorsioni. Due di loro sono anche ritenuti responsabili di un attentato consumato a maggio del 2018: quattro colpi di pistola esplosi contro l'auto di un maresciallo dei carabinieri in servizio nella caserma della città.

I nomi degli arrestati

Nell'operazione "Buffalo" sono finiti in carcere Antonio Di Noia, 39enne già arrestato nell'operazione Astice; Vincenzo Avagliano, 44enne, ex cognato di Di Noia; Stefano Speranza, 53enne, unico residente ad Aprilia; Franco Iacomussi, 45 anni; Gianluca Zuncheddu, 39enne, padre di Desirée Mariottini, la ragazza di 16 anni trovata morta in uno stabile abbandonato nel quartiere San Lorenzo a Roma il 19 ottobre del 2018. Ai domiciliari ci sono invece Luca Di Noia, nipote di Antonio, 24enne; Simone Amabile, 24enne, e il fratello Sandro Amabile di 22 anni. 

Le indagini partite da un'aggressione

Le indagini cominciano a febbraio del 2018 quando un giovane di Cisterna chiede aiuto dopo essere stato aggredito e costretto a pagare un debito di droga contratto da un suo cugino. I carabinieri fanno scattare l'attività investigativa e riescono così a ricostruire un'articolata attività di spaccio di cocaina, marijuana e hashish. Lo stupefacente viene consegnato a clienti selezionati e quasi sempre su appuntamento telefonico e in località diverse da Cisterna.

Il ruolo di Zuncheddu 

L'organizzatore della rete di spaccio è proprio Gianluca Zuncheddu, il padre della giovane di morta a Roma. E' lui a far avere ai pusher la droga da smerciare. Nel corso delle indagini, il 30 giugno 2018, scatta l'arresto in flagranza di tre pusher trovati con 2 etti circa di marijuana. Uno di loro è Antonio Di Noia, l'altro il padre Carmine, fratello di Antonio Di Noia.

L'attentato al maresciallo a maggio 2018

Le indagini dei carabinieri sul territorio, finalizzate a smantellare l'organizzazione dello spaccio, cominciano a far sentire sotto pressione il gruppo. Per questa ragione Vincenzo Avagliano e Antonio Di Noia decidono di entrare in azione con un atto intimidatorio. I due si procurano una Smrt bianca, rubata grazie al complice Stefano Speranza, ed effettuano numerosi passaggi per individuare le auto private dei carabinieri in servizio a Cisterna e coinvolte nelle indagini sullo spaccio. Il19 maggio 2018 esplodono quattro colpi di arma da fuoco contro la vettura di un maresciallo. Ma le indagini dei militari rivelano che avevano in progetto di compiere altri gesti intimidatori più gravi contro i carabinieri della stazione o contro i loro familiari. 

Dalla droga alle armi e alle estorsioni: i reati contestati al gruppo

A vario titolo, al gruppo vengono contestati i reati di tentata estorsione, lesioni aggravate, cessione di sostanze stupefacenti aggravata e continuata, porto abusivo di armi da fuoco, danneggiamento aggravato, ricettazione, maltrattamenti in famiglia di cui era responsabile Amabile nei confronti della sua compagna.

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