Cronaca

Coordinamento 9 dicembre, dopo i sit in in Rai parte il “Cammino della Libertà”

Il 18 gennaio le proteste sotto le sedi Rai per chiedere un'informazione "più chiara e completa", poi in alcune città è partita la marcia che vedrà i manifestanti al seguito di Calvani arrivare a Roma il 9 febbraio

Entra nel vivo la protesta del Coordinamento 9 dicembre che fa capo al portavoce pontino Danilo Calvani; dopo le manifestazioni sotto le sedi regionali della Rai in alcune città è iniziato il “Cammino della Libertà che vedrà confluire gli attivisti del movimento a Roma il 9 febbraio per consegnare una “lettera di licenziamento” ai politici.

Sono partiti da diverse città tra cui Genova, Lecce e Udine, e proprio a Lecce si trovava ieri Danilo Calvani che ha percorso alcuni chilometri insieme ai manifestanti.

Prima della partenza per il “Cammino della Libertà”, pero. ieri mattina ci sono state le manifestazioni in sotto alcune delle sedi Rai “per chiedere un'informazione più chiara e completa”. “Il Coordinamento 9 dicembre, il cui principale portavoce è Danilo Calvani, ha scelto di organizzare dei sit-in dinanzi alle sedi della TV di Stato, data la poca chiarezza da parte dei mass media sulla protesta dei manifestanti che ormai si protrae da molto tempo – si legge in una nota -. È stata infatti data dai maggiori organi di stampa nazionali, un'informazione parziale e irrispettosa persino del nome del "Coordinamento 9 dicembre", sostituito puntualmente (e in modo strategico), col termine "Forconi", che sta chiaramente ad indicare un movimento diverso e separato dal Coordinamento sin dal 15 dicembre scorso”.

Oltre al nome, “il Coordinamento non ha apprezzato l'appellativo "fascista" con cui la stampa ha deciso di descrivere la protesta: tra noi c'è anche chi è dichiaratamente antifascista, ci sono persone di fede politica differente, accomunate però da un'unica parola: la tolleranza".

"Noi non ci arrenderemo dopo la manifestazione dinanzi alle sedi Rai - proseguono i coordinatori del movimento -, ci incammineremo verso Roma con data di arrivo 9 febbraio e sarà lì che metteremo le tende". E viene detto a Governo parlamento e istituzioni: “Non si può fermare il vento della libertà. Noi non vi vogliamo più, non vogliamo che continui un secondo di più la politica da ‘macelleria sociale’ in atto in questo paese dove a pagare sono principalmente sempre le fasce più deboli della popolazione, non vogliamo più diseguaglianze sociali intollerabili. Non vogliamo più un sistema politico-istituzionale basato su logiche di auto asservimento. Ci deve essere un’Italia migliore di questa, l’Italia che si è sempre contraddistinta nel mondo per la sua civiltà e che non riteniamo assolutamente rappresentata dall’attuale classe politico istituzionale”.

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