Cronaca

Ecomafie 2015, allarmante quarto posto per il Lazio. Male Latina

I dati del tradizionale dossier di Legambiente: Latina seconda in regione per reati legati al ciclo dei rifiuti e a quello del cemento. Prima per gli incendi dolosi. Lazio quarto dietro solo alle "tradizionali regioni a presenza mafiosa"

"Dai numeri degli ecoreati e dalle indagini in corso, deve nascere un sussulto civile per aprire un varco indelebile di legalità nella Capitale e nel Lazio”. Questo il commento di Legambiente dopo la presentazione dei dati del dossier 2015 dedicato alle Ecomafie e presentato ieri a Roma alla Sala del Jazz.

Dati che preoccupano non solo la Regione, al 5° posto per reati ambientali - per il quarto anno consecutivo si piazza subito dietro le “tradizionali regioni a presenza mafiosa” - e al primo posto nella classifica nazionale per numero di archeoreati, ma anche la provincia pontina. .

Nel corso del 2014 sono state 2.255 le infrazioni ambientali accertate nel Lazio, 6,1 al giorno contribuendo per il 7,7%  alle infrazione di tutta Italia (erano il 7,1% nel 2013); regione che nella classifica nazionale della corruzione si piazza invece al quarto posto con 26 inchieste aperte.

Principali protagonisti continuano a rimanere il ciclo del cemento e quello dei rifiuti che vedono il Lazio rispettivamente al 4° posto con 545 illeciti per abusivismo edilizio e addirittura in aumento per reati sul ciclo dei rifiuti dove dal 7° del 2014 (con 392 infrazioni) si passa al 4° posto con 486 illeciti.

CICLO DEL CEMENTO E CICLO DEI RIFIUTI - Roma si conferma regina dell’illegalità laziale nel ciclo dei rifiuti dove gli illeciti salgono dai 229 del 2013 ai 255 del 2014; seguono Latina con 140, Frosinone con 37, Viterbo con 28 e Rieti con 26. Non va meglio nel ciclo del cemento, tradizionalmente colpito da infiltrazioni mafiose e dove si conferma al primo posto la capitale con 180 illegalità, seguita a breve distanza da Latina dove gli illeciti accertati sono stati ben 173.

“I dati sulle illegalità nel Lazio continuano ad essere allarmanti e la nostra regione è la quinta in assoluto per tali reati – dichiara Roberto Scacchi presidente di Legambiente Lazio – Soprattutto la capitale continua a contribuire in modo impressionante alla media nazionale e, nonostante la chiusura di Malagrotta ed il lieve miglioramento di livello di differenziata nelle provincie, il ciclo dei rifiuti continua ad essere protagonista di quasi 500 reati all’anno. Anche i numeri legati al ciclo del cemento che vedono Roma e Latina fortemente colpite, non lasciano dubbi e ci raccontano un territorio preso d’assalto dall’abusivismo edilizio e da diluvi di cemento e consumo di suolo che bisogna assolutamente fermare. A Roma e nel Lazio si esca dall’era dell’illecito e di Mafia Capitale, da anni denunciamo con i nostri dossier i numeri impressionanti degli ecoreati, adesso le indagini in corso siano l'occasione per creare un nuovo sussulto civile tra cittadini, associazioni e amministratori per aprire un varco indelebile di legalità nel futuro”.

INCENDI DOLOSI - Altrettanto gravi continuano ad essere gli illeciti contro la fauna 561 nel Lazio e gli incendi dolosi 248, dei quali 67 in provincia di Frosinone e addirittura 150 a Latina.

LE ARCHEOGRAFIE - "Gravissimo infine - spiegano da Legambiente - il numero di illeciti nel campo delle archeomafie, ovvero tutto l’insieme di illeciti che riguardano crimini a danno delle opere d’arte e della storia del nostro territorio. Sulle archeomafie il Lazio è 1° in assoluto sul piano nazionale con 148 reati che costituiscono il 17,4% del dato italiano.

I COMMENTI - “Per il quarto anno consecutivo il Lazio è quinto nella classifica nazionale degli ecoreati e tra i dati che emergono più preoccupanti ci sono, oltre a quelli tristemente tradizionali, gli illeciti a danno delle opere d’arte che mettono la nostra regione al primo posto in assoluto per questi crimini - conclude Scacchi – La regione deve assolutamente mettere in campo specifici impegni per combattere i reati ambientali, a partire dall'istituzione della consulta regionale Ambiente e Legalità, bisogna infatti proteggere il Lazio dalle mire eco-mafiose per valorizzare al meglio lo straordinario patrimonio naturale, storico-culturale e archeologico del nostro territorio; da quest’anno sarà decisiva per la lotta all’eco-criminalità la legge sugli ecoreati approvata lo scorso maggio che può davvero dare una svolta alla lotta alle ecomafie se tutti, cittadini, istituzioni e associazioni, continueranno a tenere alta la guardia”.

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