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Cronaca

Emergenza abitativa: “Troppe le famiglie senza casa e senza aiuti”

Il nuovo allarme della presidente dell’associazione Valore Donna, Pappacena che affronterà la questione domani nell’incontro #LatinaProtagonista: “Solo nella giornata di ieri siamo stati contattati da tre famiglie bisognose, tutte con figli”

Una situazione gravissima sul fronte dell’emergenza abitativa a Latina. A lanciare nuovamente l’allarme l’associazione “Valore Donna” per voce della sua presidente Valentina Pappacena che segnala la situazione anche al commissario prefettizio Barbato che si è insediato in Comune proprio oggi.

“Metta mano al più presto al settore dei Servizi sociali - è l’appello della Pappacena che da anni si occupa con la sua associazione del problema dell’emergenza abitativa - e restituisca una speranza alle tante persone che si trovano in difficoltà”.

E anche di questo la Pappacena, in qualità di responsabile per le Politiche abitative della segreteria comunale del Partito Democratico di Latina, parlerà domani nell’ambito dell’iniziativa #LatinaProtagonista che si terrà dalle 10 di domani a Palazzo M.

Soltanto nella giornata di ieri, infatti, sono state tre le famiglie che si sono rivolte all'associazione pontina presieduta da Pappacena per essere assistite nella ricerca di una sistemazione, anche provvisoria, e per ricevere aiuto nel rivolgersi ai Servizi sociali del Comune di Latina.

“Ieri – racconta Pappacena – una famiglia composta dai due giovani genitori e dai loro 4 figli minorenni, aveva occupato un vecchio stabile di proprietà dell'Anas a Borgo Faiti, autodenunciandosi alle forze dell'ordine. I carabinieri, lo stesso pomeriggio, li hanno portati in caserma per l'identificazione mentre intanto l'Anas murava gli accessi alla casa. Tutto questo in assenza di un provvedimento del magistrato.

Naturalmente approfondiremo la vicenda e ci riserviamo di acquisire tutti i documenti attraverso il nostro avvocato” prosegue la Pappacena che precisa: “Ovviamente condanniamo il gesto dell'occupazione, che è un reato, ma ancora una volta ci troviamo di fronte allo stesso problema e dobbiamo invitare tutti ad una riflessione: se occupare diventa l'unica alternativa per una famiglia in stato di necessità, significa che la società ha fallito e con essa anche il Comune che amministra la cosa pubblica di quel territorio”.

“Per fortuna arrivano anche le buone notizie – afferma Pappacena –. Infatti oggi è arrivata la casa popolare per una mamma seguita dalla nostra associazione”. Si tratta di una donna invalida e vedova: il marito, ormai anni fa, è deceduto per un tumore e da allora la famiglia è sempre stata aiutata dall'anziana madre della donna, pensionata. Oggi, dopo un lungo periodo in graduatoria, finalmente la casa popolare. “Si tratta di una famiglia italiana, quindi possiamo anche sfatare il mito che le case popolari vengono assegnate soltanto agli immigrati, come tanti per comodità elettorale vogliono indurre le persone a credere”.

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