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(immagine d'archivio)

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Camorra: partiva dal sud pontino il traffico illecito dei farmaci in mano al clan dei Casalesi

I ricettari rubati negli ambulatoriali anche a Formia, Gaetae Scauri. Le rivelazioni del collaboratore di giustizia della "nuova gerarchia" sul business messo in piedi con placet dei Bidognetti

Partiva dal sud pontino il traffico illecito dei farmaci gestito da elementi legati alla nuova gerarchia del clan dei Casalesi su cui hanno fatto luce i carabinieri del Nucleo investigativo di Aversa che nei giorni scorsi hanno arrestato cinque persone tra le province di Caserta e Napoli.  

Come riporta CasertaNews, a rivelare alcuni particolari è stato il collaboratore di giustizia Luigi Moschino che ha raccontato ai magistrati della Dda del sistema illecito messo in piedi da Massimo Perrone con il placet del gruppo Bidognetti del clan dei Casalesi, di cui la "nuova gerarchia" era un'espressione.

Moschino, scrive Attilio Nettuno su CasertaNews, ha rivelato dell'esistenza di due distinti gruppi che operavano in Lombardia e nel Lazio e che si occupavano di rubare i ricettari presso studi medici. Nel Lazio, in particolare, ci sarebbe stato un uomo di Sant'Antimo che "provvedeva a rubare personalmente questi ricettari insieme ad una donna di cui non conosco il nome. In sostanza si recava presso gli studi ambulatoriali della regione Lazio, principalmente a Formia, Gaeta, Scauri (Latina), oltre che a Roma, fingeva di far sottoporre a visita la sua complice e nell'occasione sottraeva i ricettari". 

Le ricette false venivano, poi, compilate da Perrone che le distribuiva per il ritiro dei medicinali presso le farmacie. "Consegnavamo centinaia di ricette false al giorno, circa cento", dice ancora Moschino. I farmaci, poi messi insieme, attraverso diversi passaggi venivano inoltrati all'estero, prevalentemente in Inghilterra. Secondo Moschino l'acquirente inglese, al momento ancora ignoto, "provvedeva ad accreditare mensilmente il corrispettivo sulle postpay intestate a noi del gruppo". 

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