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L'inchiesta / Cisterna di Latina

Maxi frode sul gasolio agricolo: un deposito sequestrato a Cisterna

L'indagine condotta dalla guardia di finanza partita dalla procura di Potenza. Interessate tre regioni italiane

Una maxi frode fiscale sul gasolio agricolo ha interessato diverse regioni italiane e anche la provincia pontina. L'inchiesta è stata coordinata dalla procura di Potenza e contesta la frode fiscale a 39 persone indiziate per traffico e contrabbando di prodotti petroliferi. Tre le regioni coinvolte, Basilicata, Campania e Lazio.

La guardia di finanza ha sequestrato sette depositi di oli minerali: tre in provincia di Roma, uno a Muro Lucano in provincia di Potenza, altri due nelle province di Avellino e Napoli e uno a Cisterna, in provincia di Latina. Insieme ai depositi sono finiti sotto sequestro anche 12 autotreni. Il valore del sequestro, pari a 5,5 milioni di euro, è pari alle imposte evase.

Secondo le indagini condotte dalla procura e dal nucleo di polizia economico finanziaria della Guardia di finanza di Potenza, che hanno trovato accoglimento nelle misure cautelari reali emesse dal gip di Potenza, era stata creata un'associazione a delinquere per i reati di emissione e utilizzo di fatture per operazioni inesistenti, occultamento e distruzione delle scritture contabili, omessa o infedele presentazione delle dichiarazioni fiscali, truffa aggravata ai danni dello Stato, riciclaggio e frode in materia di accise e Iva sugli oli minerali. Ingenti quantitativi di gasolio agricolo, acquistati nei depositi coinvolti, venivano immessi sul mercato per usi non agevolati, soprattutto per autotrazione. Gli investigatori hanno potuto ricostruire una movimentazione di prodotti petroliferi per oltre 9 milioni di litri immessi sul mercato, evadendo imposte (accisa e Iva) per un totale di 5.694.974 euro.

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