Mercoledì, 27 Ottobre 2021
Cronaca

Furti di rame, smantellata la banda di ladri: colpi anche a Latina

Agivano nella provincia pontina oltre che a Roma e Frosinone; la banda – 8 gli indagati – è stata riconosciuta come un’associazione per delinquere

Hanno agito anche a Latina, oltre che nelle provincie di Roma e Frosinone. I carabinieri del nucleo operativo e radiomobile della compagnia di Velletri hanno smantellato una banda di ladri, composta da otto elementi, specializzata in furti di rame, riconosciuta come un’associazione per delinquere.

Secondo quanto ricostruito dai militari, i malviventi agivano su linee ferroviarie, depositi, fabbriche ed impianti fotovoltaici  nel Lazio, e in particolare nelle provincie di Roma, Latina e Frosinone.

L’ordinanza nei confronti degli otto componenti della banda, tutti cittadini romeni, moldavi ed algerini, eseguita stamattina dai carabinieri, è stata emessa dal Gip del Tribunale di Velletri con l'accusa di associazione per delinquere finalizzata alla commissione di reati contro il patrimonio ed alla ricettazione.

Le indagini hanno preso avvio nel gennaio 2012 e si sono sviluppate per circa otto mesi, con attività tecniche e servizi di osservazione che hanno consentito, in più riprese, di recuperare oltre 2.000 chili di rame. Il metallo era stato sottratto da impianti fotovoltaici, deposti, magazzini e con tutta probabilità anche da impianti ferroviari, con rischi per l'incolumità pubblica e disagi nei servizi.

Nel corso degli interventi sono stati arrestati una decina di indagati, tutti sorpresi in flagranza di reato.

La banda inoltre si avvaleva di mezzi privati che di notte venivano utilizzati per caricare il rame; attraverso una articolata procedura di lavorazione, che poteva durare anche giorni, veniva "pulito" delle guaine in plastica, avvolto e trasportato da un ricettatore di Roma che provvedeva nell'arco di pochi minuti a sminuzzarlo e a renderlo non più riconoscibile.

I tre capi della banda sono stati colpiti da ordine di custodia cautelare in carcere: gli stessi, di fatto, pianificavano i colpi e dirigevano i complici nell'individuazione degli obiettivi, nella pulitura del rame e nella ricettazione dello stesso, mentre un romano proprietario di una officina meccanica in grado di lavorare il rame è stato denunciato in stato di libertà.

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