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Cronaca

Inchiesta sui rifiuti, proseguono indagini: quali rapporti con la politica?

I carabinieri vogliono far luce su un "terzo livello", vale a dire i rapporti con la politica e le istituzioni. Per il 13 giugno intanto sono previsti gli interrogatori mentre la Regione si costituirà parte civile nel processo

Capire come abbia fatto Manlio Cerroni a monopolizzare per trent'anni la raccolta dei rifiuti a Roma e nel Lazio: questo è l'obiettivo chiave dell'inchiesta della Procura di Roma ha portato agli arresti domiciliari il patron della megadiscarica di Malagrotta e altre sei persone, tra cui anche Bruno Landi e il pontino Raniero De Filippis.

Vanno avanti senza sosta le indagini dei carabinieri del Nucleo operativo ecologico (Noe) che vogliono far luce ora su quello che viene definito il “terzo livello” dopo aver ricostruito rete di relazioni improprie tra la galassia imprenditoriale di Cerroni e gli Enti locali.

Si tratta di capire quali sono i rapporti politici e istituzionali che l'avvocato 87enne romano avrebbe avuto, a cui si accenna soltanto nell'ordinanza d'arresto, le conoscenze che avrebbero permesso "il mantenimento o l'ampliamento della posizione di sostanziale monopolio" nel settore rifiuti, si legge nell'ordinanza d'arresto.

Per l'inizio della prossima settimana sono previsti i primi interrogatori; si parte proprio con Manlio Cerroni a cui farà seguito poi Bruno Landi, considerata proprio una delle figure importanti nell’inchiesta, considerato il responsabile di varie società del patron della discarica di Malagrotta, e che aveva una certa discrezionalità e tesseva la rete dei rapporti, anche in terra pontina.

Landi che, infatti, nella provincia di Latina lavorava soprattutto per boicottare la Rida Ambiente di Aprilia, una delle concorrenti delle società di Cerroni. E proprio tra le intercettazioni dell'ad di Latina Ambiente ed Ecoambiente figurerebbe anche una telefonata con il sindaco di Latina – che non avrebbe alcun peso investigativo - in merito ad una delibera di conferimento dei rifiuti alla Rida di Aprilia che Landi chiederebbe di ritirare; delibera che di fatto non è stata ritirata.

REGIONE PARTE CIVILE – Intanto il presidente Nicola Zingaretti ha annunciato che “quando ci sarà il processo, la Regione Lazio è pronta a costituirsi parte civile per difendere gli interessi e l'immagine dell'amministrazione nei confronti dei dirigenti e dei funzionari accusati di reati commessi fino al 2012".

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