Martedì, 19 Ottobre 2021
Cronaca Sabaudia / Strada Gianfilippo

Dubbi sull’ippodromo di Sabaudia, interrogazione di Zaratti alla Regione

Il consigliere regionale di Sinistra Ecologia e Libertà chiede chiarezza in merito alla struttura di via Gianfilippo, dopo l'esposto inviato alla Procura da Legambiente e Libera

Dubbi sull’ippodromo di Sabaudia. Dopo l’esposto inviato alla Procura della Repubblica di Latina dalle associazioni Legambiente e Libera, e in merito alle informazioni in esso contenute, Filiberto Zaratti, consigliere regionale di Sinistra Ecologia e Libertà, ha presentato un’interrogazione al presidente della Regione Lazio Renata Polverini e agli assessori regionali all’urbanistica e all’ambiente, affinchè si faccia luce su una serie di punti ancora oscuri riguardo le autorizzazioni, i rilasci e gli stessi lavori di costruzione della struttura di via Gianfilippo.

“Secondo  quanto esposto dalle due associazioni – ricorda Zaratti – all’inizio degli anni 2000, una società campana operante nel settore delle corse equestri, avrebbe deciso di investire nel Comune di Sabaudia, rilevando terreni per realizzare una pista da ippodromo, con tutte le strutture edilizie connesse. In seguito, durante le procedure di realizzazione e rilascio delle relative autorizzazioni comunali, l’allora sindaco e alcuni suoi assessori sarebbero stati convocati dall’allora prefetto di Latina, il quale, sempre secondo l’esposto, avrebbe chiesto di revocare tutte le eventuali concessioni autorizzative rilasciate. Successivamente il comune di Sabaudia avrebbe deciso di sospendere o revocare il rilascio delle richieste avanzate dalla società necessarie per la realizzazione dell’ippodromo”.

Fin qui tutto bene. Se non fosse che oggi la struttura c’è ed è perfettamente funzionante, come dichiara lo stesso Zaratti. “La struttura appare oggi non solo realizzata, ben visibile tra l’altro anche nelle immagini da satellite ma anche in piena attività, come si desume da articoli pubblicati in riviste specializzate in cui si fa esplicito riferimento alle strutture decantandone ampiezza e funzionalità (“ventitré ettari di terreno, diciotto dei quali adibiti a paddocks. Cento box, una pista regolamentare di mille metri di sabbia calcarea con una racchetta di 800 metri, la più grande d’Europa)”.

Una serie di contraddizioni che devono essere chiarite, una serie di punti interrogativi ai quali è chiamata a rispondere la stessa Regione Lazio. “Una vicenda insomma – conclude Zaratti – che deve essere chiarita con urgenza da parte della Regione Lazio, chiamata a verificare in base a quali autorizzazioni siano state realizzate le strutture e se corrisponda al vero quanto esposto da Legambiente e Libera a proposito dell’iter autorizzativo. In caso di verificata assenza delle necessarie autorizzazioni urbanistiche, edilizie, ambientali e paesaggistiche, la Regione dovrà decidere se procedere al ripristino dei luoghi”.

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