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Alba Pontina, Maietta all’attacco: minaccia denunce e querele e nega i suoi rapporti con i Di Silvio

L’ex parlamentare di Fratelli d’Italia si sfoga su Facebook dopo le dichiarazioni del pentito Riccardo Agostino

“Ho lasciato il calcio, ho lasciato la politica, ho lasciato la città, ed ho avuto la mia vita è quella della mia famiglia praticamente rase al suolo. Ho dato mandato ai miei legali di adoperarsi affinché possano valutare la possibilità di proporre querele, nei confronti di Riccardo Agostino e di tutti coloro che nel frattempo si sono affrettati a rilasciare dichiarazioni prive di fondamento ed oltremodo lesive”. Pasquale Maietta affida alla sua pagina Facebook alcune dichiarazioni con annesse minacce di denunce e querele. Lo fa alla luce delle dichiarazioni del collaboratore Agostino Riccardo nel corso del processo Alba Pontina, dichiarazioni che contesta dall’inizio alla fine.  

“Ennesimo attacco perpetrato nei miei confronti da qualche esponente politico di basso profilo che continua con l’opera di sciacallaggio sulla mia persona” scrive l’ex deputato di Fratelli d’Italia ed ex presidente del Latina Calcio attualmente imputato principale del processo Arpalo.  “Ho avuto una carriera politica che mi ha dato enorme soddisfazione,  - si legge ancora - grazie ad un consenso, ottenuto non dagli zingari, come si ostina a far credere alla gente ed alla città, sia qualche politico, sia qualche giornalista. Consenso ottenuto invece con sacrificio e dedizione in ogni parte della città. Al riguardo ricordo a tutti un dato, tra l’altro facilmente verificabile, ovvero in ogni elezione, sono risultato essere il primo degli eletti o comunque tra i primi in ciascuno degli oltre 100 seggi presenti in città. Questo a testimonianza di un consenso esteso a tutti i quartieri e Borghi e non quindi solo in quel quartiere caratterizzato dalla presenza degli zingari. Non ho mai venduto o ceduto la mia funzione pubblica agli interessi di alcuno, ed in particolare non l’ho venduta o, ceduta ad alcuno dei membri dei clan criminosi emersi con Alba Pontina o Don’t Touch. Non ho mai pensato nemmeno per un secondo, di incaricare terze persone al fine di perpetrare minacce o pressioni sull’onorevole Rampelli per avere in cambio un seggio alla camera, non ho mai compiuto nessuna transazione elettorale nei confronti di Calandrini. Ho avuto l’onore ed il privilegio –aggiunge – di essere proprietario, amministratore e presidente della squadra della città. Ho esercitato tale funzione con amore, e con passione ottenendo dei risultati calcistici straordinari. Con tutte le mie forze mi adopererò nell’ambito del processo per dimostrare la mia estraneità ai reati tributari e di bancarotta a me addebitati dalla pubblica accusa. Posso nel frattempo affermare senza possibilità di smentita e per l’ennesima volta, che la società Latina calcio, non ha mai avuto nel proprio organigramma Costantino Di Silvio. A chi ancora oggi sostiene il contrario, descrivendo il Latina Calcio come la squadra di Maietta e Cha Cha, ha evidentemente in quegli anni di successi e di vittorie, sofferto e rosicato talmente tanto, che ancora oggi non riesce a dimenticare, riuscendo a trovare forse un po’di sollievo solo la sera della finale Latina- Cesena”.

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