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'Dirty Glass', il carabiniere e l'imprenditore si difendono e negano le accuse

A Roma l'interrogatorio di Michele Carfora Lettieri e di Franco Cifra, entrambi agli arresti domiciliari

Hanno scelto di rispondere alle domande del giudice e di difendersi dalle accuse il carabiniere Michele Carfora Lettieri e l’imprenditore pontino Franco Cifra, colpiti da ordinanza di custodia cautelare nell’ambito dell’operazione ‘Dirty Glass’.

Si trovano entrambi agli arresti domiciliari e questa mattina sono stati ascoltati presso il Tribunale di Roma dal giudice per le indagini preliminari Antonella Minunni, firmataria del provvedimento che ha colpito, oltre a loro, altre nove persone.

Franco Cifra, assistito dall’avvocato Maria Antonietta Cestra, è accusato di avere preso da Renato Pugliese e Agostino Riccardo un assegno di 2650 euro, denaro proveniente da un’estorsione compiuta per conto di Luciano Iannotta, e di avere emesso una falsa fattura trattenendo una parte del denaro per sé.  Al magistrato ha spiegato che il denaro era in corrispettivo di un servizio di catering per il quale ha emesso regolare fattura e ha aggiunto di conoscere Pugliese e Riccardo in quanto frequentatori del suo bar. La difesa ha chiesto la revoca dei domiciliari ma il gip si è riservato in attesa del parere dei pubblici ministeri.

Ha scelto di rispondere al giudice anche il carabiniere Michele Carfora Lettieri, assistito dall’avvocato Giammarco Conca. Il militare ha ammesso di avere accertamenti abusivi nella banca dati Sdi delle forze di polizia su richiesta di Iannotta ma ha anche precisato di non averne ricavato in cambio né denaro ne altre utilità.

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