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L'avvocato Torelli

L'avvocato Torelli

Ordine degli Avvocati, l'Anf: "Ora evitiamo di ricandidare i soliti noti o ineleggibili"

Pierluigi Torelli invita il commissario straordinario a fare un appello pubblico per distendere gli animi

Un invito a riportare un clima di serenità nel foro pontino a seguito del nuovo commissariamento dell’Ordine degli avvocati. A lanciarlo è il presidente della sezione pontina dell’Associazione nazionale forense Pierluigi Torelli che guidava l'altra lista dopo l’ultimo pronunciamento del Ministro della Giustizia adottato su proposta del CNF.

Il professionista però fa anche alcune considerazioni su quanto accaduto negli ultimi mesi. “Il primo Commissariamento Mignano – ricorda Torelli - è stato determinato dalle dimissioni di 11 consiglieri dell’Ordine allora in carica tutti appartenenti al raggruppamento “Avvocatura unita”, compresi i 5 consiglieri successivamente dichiarati ineleggibili dal CNF con sentenza passata in giudicato, commissariamento annullato dal Tar che ha stabilito l’ineleggibilità dei cinqueche quindi non potevano validamente dimettersi, in quanto si erano presentati alle elezioni in violazione del divieto del doppio mandato. L’ultimo Commissariamento Mignano è figlio della scelta compiuta dalle colleghe Caporilli e De Simone, formalizzata il 16 ottobre di rassegnare le proprie dimissioni che di fatto hanno comportato l’ennesimo Commissariamento dell’Ordine. Chi tenta di addebitare le responsabilità del nuovo scioglimento e del clima che si respira all’interno del Foro, a coloro che hanno cercato di prendersi la responsabilità di ‘governare’ il Consiglio in luogo degli ineleggibili (ed in esecuzione delle sentenze del CNF e del TAR), fa finta di non vedere come stanno realmente le cose. Domandiamoci cosa succederebbe se un Sindaco si candidasse a ricoprire tale carica dopo aver già ricoperto due mandati. Serietà di giudizio, oltre che imparzialità, è giusto attendersi dal Commissario Mignano. Accogliamo con favore la notizia della riapertura delle sedi dell’Ordine, dopo una ingiustificata chiusura protrattasi per oltre un mese. Evidentemente l’arrivo del Commissario ha favorito la sconfitta del Covid che si era improvvisamente impadronito dell’Ordine.

Chi oggi, con le proprie dimissioni, ha determinato il nuovo scioglimento dell’Ordine conclude il presidente di Anf - abbia almeno il coraggio di fare un appello pubblico, affinché a candidarsi alle prossime elezioni non siano i soliti noti o i ‘prescelti’ di qualcuno, e men che mai ex consiglieri ancora in odore di ineleggibilità. Questo contribuirebbe a distendere gli animi, soprattutto se tale invito fosse formulato anche da chi a quelle elezioni dovrà traghettare il Foro, con l’imparzialità e l’equilibrio che è lecito attendersi da un Commissario nominato dal Ministro della Giustizia".

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