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Operazione 'Scarabeo', interrogatori in carcere: tutti in silenzio davanti al giudice

Le sei persone detenute sono state ascoltate a Frosinone: in quattro si sono avvalsi della facoltà di non rispondere, due si sono difesi

Hanno scelto quasi tutti di avvalersi della facoltà di non rispondere sei delle tredici persone arrestate mercoledì nell’operazione "Scarabeo" condotta dai carabinieri del Nucleo investigativo del Comando provinciale di Latina.

Ieri pomeriggio nel carcere di Frosinone dove sono detenuti si sono svolti gli interrogatori su rogatoria del giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Latina Giuseppe Cario.

Sono rimasti in silenzio davanti al gip del Tribunale di Frosinone Fiammetta Palmieri Francesco Santangelo e Giorgio Vidali, difesi entrambi dall’avvocato Gaetano Marino; Sergio La Barbora, assistito dall’avvocato Leone Zeppieri e Marco Scarselletti, difeso dall’avvocato Italo Montini. Ha invece deciso di rispondere alle domande del magistrato Giuseppe Cotugno, difeso dall’avvocato Gianfranco Testa: l’indagato ha raccontato di essere un mediatore di professione e di avere curato soltanto una parte di una pratica di quelle oggetto dell’indagine ed ha anche aggiunto che la maggior parte dei nominativi non li conosce affatto.  La difesa ha chiesto la revoca della custodia cautelare in carcere oppure, in alternativa, gli arresti domiciliari.  Anche Marco Capoccetta, assistito dall’avvocato Roberto Filardi del foro di Frosinone, ha risposto alle domande del gip.

Per quanto riguarda le sette persone che si trovano agli arresti domiciliari - Nicola Natalizi, Serena Capponi, Giovanna Villani, Claudia Muccitelli, Loredana Mattoni, Serenella Mura e Fortunato Capasso – saranno ascoltati in Tribunale a Latina la prossima settimana dal gip Cario.

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