Mercoledì, 17 Luglio 2024
Il caso

Si opera per un'ernia ma l'intervento va male: una donna di 40 anni vive ora sorretta da un busto

Il caso di una paziente di Latina. Chiesto un risarcimento del danno

Si era sottoposta a un'operazione che doveva essere risolutiva di una fastidiosa ernia e invece si è trasformata in una tragedia. A febbraio del 2022 una donna di 40 anni di Latina si era rivolta all'ospedale Icot del capoluogo per un intervento di artrodesi con discectomia e posizionamento di distanziatore interspinoso. Un'operazione di routine che tuttavia ha reso la donna da una paziente con dolori alla schiena causati da un'ernia in un "robot" che ha necessità costante di un busto senza il quale rischia di piegarsi in due.

Ad assistere la 40enne in una causa contro l'ospedale è l'avvocato Renato Mattarelli: "L'intervento è stato eseguito sulla sola ernia L4-L5 mentre era necessario intervenire anche sulla contigua ernia L5-S1 che risultava espulsa dalla RM colonna pre-operatoria. L'intervento sulla vertebra L4-L5 è stato inutilmente eseguito poiché l'ernia è stata solo parzialmente asportata". Il legale imputa alla struttura sanitaria la contaminazione del sito chiurgico che ha provocato una gravissima infezione non diagnosticata ai controlli post-operatori e che ha rapidamente eroso la colonna vertebrale con estensione dell'infezione in sepsi a tutto l'organismo. Conseguentemente a questo si è resa necessaria l'urgente rimozione chirurgica, presso un altro ospedale di Milano, del dispositivo infetto e delle ernie infra L4-L5 parzialemente asportata e L5-S1 non asportata, insieme a.un lungo ricovero a Latina per arginare la sepsi ed evitare l'ulteriore avanzamento dell'erosione vertebrale con rischio di cedimento della colonna".

Secondo l'avvocato Mattarelli ad aggravare le responsabilità vi sono le "imprudenti dimissioni della paziente dopo l'intervento all'Icot del febbraio 2022; la giovane aveva infatti una postura inclinata sul lato destro con impossibilità di stare in piedi e cedimento di una gamba". Per la donna è stato dunque chiesto un risarcimento del danno e l'11 maggio ci sarà un tentativo di conciliazione.

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