Giovedì, 18 Luglio 2024
Cronaca

'Crazy cars', tutti assolti per inutilizzabilità delle intercettazioni telefoniche

Sentenza del giudice per l'udienza preliminare per sette persone accusate di ricettazione di auto rubate. Solo uno degli imputati è stato condannato

Si è conclusa con sette assoluzioni e una condanna l’udienza preliminare a carico delle persone coinvolte nell’indagine denominata ‘Crazy Cars’ condotta dagli investigatori della squadra mobile di Latina in collaborazione con i poliziotti del commissariato di Cisterna che nell’aprile 2021 aveva portato all’emissione di nove misure di custodia cautelare e al sequestro di beni, società e conti correnti per un valore di oltre 2 milioni di euro.

Secondo gli investigatori le persone coinvolte si erano rese responsabili di “condotte reiterate di ricettazione di veicoli di provenienza furtiva ricevuti ed immessi in città in modo sistematico, comprovate dai servizi tecnici di intercettazione che documentano le trasferte per il procacciamento dei veicoli e le trattative con gli acquirenti”, episodi di estorsione al fine di silenziare un rivenditore che pretendeva il pagamento di quanto dovuto, così come l’investimento dei proventi dell’attività illecita nella intestazione di una pluralità di immobili, conti correnti ed attività formalmente di fittizi intestatari, mero schermo del vero titolare che in tal modo poteva mettersi al riparo da possibili misure di prevenzione.

Ma ieri per sette di loro, comparsi davanti al giudice per l’udienza preliminare del Tribunale di Latina Giorgia Castriota, è arrivata l’assoluzione su richiesta dello stesso pubblico ministero Giuseppe Miliano. Sentenza quindi di non luogo a procedere nei confronti di Cristian Malandruccolo, assoluzione per Ernesto Pio Gator, Salvatore Lupoli, Emanuele Galante, Michele Vitale, Giuseppe Cannizzaro e Mattia Italiani. Sull’esito del procedimento ha pesato l’accoglimento dell’istanza della difesa – rappresentata dagli avvocati Gaetano Marino, Massimo Frisetti, Oreste Palmieri, Giancarlo Vitelli, Sandro Marcheselli e Leonardo Palombi – sull’inutilizzabilità delle intercettazioni telefoniche. Ha scelto invece il patteggiamento Francesco Anelli, condannato a un anno e otto mesi.

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