Domenica, 24 Ottobre 2021
Cronaca

Ospedali e case di comunità con i fondi europei: la presentazione del piano della Asl di Latina

La direttrice Silvia Cavalli: "Dobbiamo portare sempre di più le strutture vicine ai cittadini mappando tutto il territorio"

Due miliardi di euro di fondi europei, collocati su alcune filiere individuate, tra cui il tema della sanità di prossimità. E' stato presentato questa mattina alla Asl di Latina il Pnrr, il Piano nazionale di ripresa e resilienza, alla presenza della direttrice generale dell'azienda sanitaria Silvia Cavalli, dell'assessore alla Sanità regionale Alessio D'Amato, del sindaco di Latina Damiano Coletta, del prefetto Maurizio Falco e del presidente della Provincia Carlo Medici.

In particolare, il piano pone specifici obiettivi nella salute,primo fra tutti ridurre le disparità territoriali nell'erogazione dei servizi, migliorare l'integrazione tra i servizi ospedalieri e sociali e migliorare la capacità delle strutture nel fornire risposte strategiche nel trattare i rischi sanitari in modo unitario. "L'obiettivo è allineare i servizi erogati ai pazienti secondo il principio della prossimità delle cure - ha spiegato la direttrice Silvia Cavalli - Dobbiamo portare sempre di più le strutture vicine ai cittadini rimappando tutto il territorio. Tutto questo avverà attraverso finanziamenti dedicati. E' previsto dunque il rafforzamento ma anche la creazione ex novo di strutture e presidi territoriali, come la Casa della comunità, una ogni 25mila abitanti. Insieme alla Casa della comunità ci saranno gli Ospedali della comunità, che afferiscono all'assistenza intermedia, con un parametro più alto. Ci saranno 20 Case della comunità distribuite sui cinque distretti sanitari, nove ospedali di comunità e infine le centrali operative territoriali e la telemedicina".

La manager della Asl Silvia Cavalli: "La sanità strutturata sulla prossimità"

"Lavoriamo sul patrimonio pubblico, non dobbiamo fare cattedrali nel deserto - ha aggiunto l'assessore D'Amato - ma dobbiamo creare o recuperare strutture che abbiano una completa funzionalità per la presa in carico dei pazienti cronici, per l'integrazione socio sanitaria, per una vera e propria rivoluazione digitale e telemonitoraggio che il covid ci ha consegnato". 

"L'ospedale di comunità - ha aggiunto D'Amato - ha una gestione infermieristica per la gestione dei pazienti cronici, per un massimo di 40 posti letto. Il lavoro dovrà essere svolto innanzi tutto dai medici di medicina generale. Le case di comunità le conosciamo un po' meglio, sono analoghe a quelle che fino ad oggi abbiamo chiamato le case della salute. Si tratterà di riempirle di contenuti".

L'intervento dell'assessore D'Amato: "Non saranno cattedrali nel deserto"

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