Cronaca

Soldi al clan Di Silvio per comprare i voti, nuova operazione di polizia e carabinieri: due arresti

Uno dei destinatari dell'ordinanza di custodia cautelare è l'imprenditore del settore rifiuti Raffaele Del Prete

Scambio elettorale politico mafioso. Decine di migliaia di euro in cambio di voti al capolista candidato di "Noi con Salvini" nelle elezioni amministrative di Latina del 2016. Polizia e carabinieri hanno eseguito dalle prime luci dell'alba un'ordinanza cautelare ai domiciliari emessa dal gip di Roma su richiesta della Dda, nei confronti di due persone responsabili del reato di scambio elettorale politico di tipo mafioso. Tra queste l'imprenditore Raffaele Del Prete. Il provvedimento restrittivo si basa sulle risultanze acquisite in due diverse indagini eseguite dai  carabinieri del Reparto Territoriale di Aprilia e dagli agenti delle Squadre Mobili di Latina e Roma, con il supporto e la collaborazione del Servizio Centrale operativo della polizia di Stato.

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Nell’ambito dell’indagine “Touchdown” condotta dai militari di Aprilia è stato accertato l’intervento illecito dell'imprenditore Del Prete, operante nel settore dei rifiuti, coadiuvato da un suo collaboratore, in occasione delle elezioni amministrative per il rinnovo del Consiglio comunale di Latina del 5 giugno 2016.
In particolare l’imprenditore, previo pagamento di una somma di 45.000 euro a membri del clan Di Silvio, aveva assicurato l’aggiudicazione di almeno 200 voti al capolista candidato nella lista “Noi con Salvini”, nei quartieri di influenza criminale del Clan. La conferma arriva dalle indagini condotte dalla polizia di Stato e dalle dichiarazioni dei collaboratori di giustizia  Renato Pugliese e Agostino Riccardo. Quest'ultimo in particolare, indagato anche in questo provvedimento, aveva il ruolo di tramite nell'accordo politico tra il clan rom e l'imprenditore. Riccardo infatti aveva ricevuto dai Di Silvio una sorta di "investitura" nel curare i rapporti con la politica della provincia di Latina. In occasione della tornata elettorale del 5 giugno 2016, attraverso l’imprenditore destinatario dell’odierno provvedimento, doveva sostenere la candidatura di un politico della lista “Noi per Salvini” e occuparsi dell’attacchinaggio dei manifesti dello stesso candidato.

L’attività investigativa ha consentito di accertare che il pagamento dei 45mila euro era avvenuto in tre tranche all’interno dell’azienda e che, in base all’accordo, nessuno degli appartenenti alla famiglia Di Silvio si sarebbe dovuto presentare presso la sede del partito, per evitare di apparire come “collettore” di voti procurati da un soggetto del clan, ma che l’imprenditore avrebbe fatto avere le comunicazioni esclusivamente attraverso Agostino Riccardo. L’elezione del politico sarebbe stata per l’imprenditore pontino funzionale alle strategie economiche della sua società per ottenere verosimilmente il monopolio nella gestione dei rifiuti e delle bonifiche nel territorio pontino.
 

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