Latina, avvocato picchiato e sequestrato per avere indietro i soldi: in carcere quattro persone

I fatti commessi a Latina lo scorso giugno. Il professionista era stato poi abbandonato vicino alla stazione dopo aver firmato cambiali per 110mila euro

Sequestro di persona a scopo di estorsione in concorso, aggravato dal metodo mafioso, rapina aggravata, lesioni personali. Con queste accuse sono stati arrestate quattro persone nell'ambito dell'operazione Stelvio in esecuzione di un'ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal gip del tribunale di Roma su richiesta della Dda di Roma.  Vittima un avvocato del foro di Santa Maria Capua Vetere, in provincia di Caserta, che esercita anche nella provincia pontina, sequestrato per cinque ore in un casolare a Borgo Bainsizza, malmenato e costretto a firmare assegni e cambiali per 110mila euro. 

La denuncia dell'avvocato

Il professionista si era presentato il 25 giugno scorso al comando provinciale dei carabinieri di Latina. Presentava evidenti segni di percosse sul volto e sul corpo e raccontò che nel corso della stessa mattinata un suo cliente, Ernesto Pantusa, 43 anni, residente a Sabaudia, che in passato aveva difeso per altri reati penali, lo aveva chiamato fingendo di chiedere la disponibilità ad assistere un suo amico. Gli aveva quindi chiesto di raggiungere l'abitazione dell'amico, ma l'avvocato aveva rifiutato e l'appuntamento era stato spostato davanti agli uffici della Procura di Latina. Qui il 43enne si era presentato da solo alla guida della propria auto e il professionista, fidandosi, aveva accettato di salire. Pantusa lo aveva però condotto a Borgo Bainsizza, dentro un capannone abbandonato, dove poco dopo era stato raggiunto dagli altri tre complici, Salvatore Carleo, 63 anni di Roma, Fabrizio Fava, 62 anni di Tivoli, Debora Fiorucci, 51enne di Sermoneta.  

Sequestro ed estorsione per avere i soldi indietro

Una volta raggiunto il capannone l'avvocato è stato colpito al volto con un manganello, rapinato della somma di 2.300 euro, di alcuni effetti personali e della sua auto. Per cinque ore i malviventi hanno tenuto segregato il legale che, secondo Ernesto Pantusa, non gli avrebbe garantito un'adeguata difesa nel corso dei processi penali e civili a suo carico. Per questo l'uomo, aiutato dai complici, intendeva riavere indietro il denaro speso, con gli interessi. Durante le lunghe ore di sequestro il gruppo ha costretto il professionista, come prezzo per la sua liberazione, a sottoscrivere cambiali e scritture private per 110mila euro, minacciando l'intervento di un esponente della criminalità organizzata di Caserta. Dopo aver ottenuto quanto richiesto, il gruppo aveva abbandonato l'uomo nei pressi della stazione di Latina. La vittima aveva poi chiamato un amico grazie al quale era riuscito a raggiungere la caserma dei carabinieri per denunciare tutto.

Il blitz e le indagini della Dda

Dopo la ricostruzione della vittima i carabinieri hanno in breve tempo individuato il luogo del sequestro e rinvenuto l'auto rubata all'avvocato, una Bmw X6, abbandonata dal gruppo. Poi sono scattate le indagini coordinate dalla Direzione distrettuale antimafia di Roma e dalla Procura di Latina. Le investigazioni hanno consentito di dare riscontro alla ricostruzione dei fatti resa dal professionista e di raccogliere gravi indizi di colpevolezza a carico dei destinatari della misura cautelare. Sono state inoltre recuperate e sequestrate le cambiali estorte al legale prima che venissero riscosse. Gli arrestati si trovano nelle case circondariali di Latina e di Rebibbia.  

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