Lunedì, 18 Ottobre 2021
Cronaca

Mare sporco, controlli dell’Arpa sui litorali: valori entro i limiti di legge

Problemi anche tra Sperlonga e Gaeta. Tanti i campionamenti in provincia: i materiali aggregati provengono da acque dolci e piante terrestri; produzione di mucillagini e schiume a causa del caldo

Non solo Latina e Terracina, ma anche nel sud della nostra provincia i bagnanti nei giorni scorsi sono stati costretti a combattere con il mare sporco. Diverse le segnalazioni anche nel tratto tra Gaeta e Sperlonga.

Proprio in merito a questo, alle lamentele dei cittadini per l’aspetto oleoso delle acque e la presenza in mare di rifiuti di vario genere, schiume, chiazze giallo/marroni di aggregati, L’Arpa Lazio e la capitaneria di porto di Gaeta, oltre ad aver effettuato il monitoraggio mensile delle acque di balneazione previsto dalla normativa vigente, hanno eseguito una serie di attività di sopralluogo e campionamento delle stesse acque per verificarne la qualità ai sensi della stessa normativa.
Due i risultati che vengono messi in luce dall’ Agenzia Regionale per la Protezione Ambientale del Lazio rispetto ai prelievi effettuati su tutto il litorale provinciale:

-    i materiali aggregati sono costituiti, principalmente, da frammenti vegetali provenienti da acque dolci e da piante terrestri, da organismi microscopici vegetali ed animali di acque di mare e di acque dolci, da macroalghe e da altro materiale vegetale anche in stato di decomposizione accentuato, presumibilmente, dalle eccezionali temperature raggiunte nell’ultimo periodo; su questa matrice composita, di origine naturale, dall’aspetto mucillaginoso e dalla colorazione generalmente marrone, possono rimanere intrappolati porzioni di rifiuti solidi di vario tipo che rendono l’aspetto degli aggregati assimilabile ad uno scarico.
-    le analisi microbiologiche delle acque e delle schiume di mare ad oggi disponibili non hanno mai evidenziato il superamento dei limiti previsti dalla normativa vigente, D.lgs 116/08.

“A questo fenomeno di carattere generale – proseguono poi dall’Arpa - si è associata nelle ultime due settimane una situazione meteo-climatica eccezionale, con il surriscaldamento dell’acqua di mare che, unitamente allo scarso ricambio dovuto alle condizioni di mare calmo, ha contribuito ulteriormente alla proliferazione algale, determinando la produzione di mucillagini, schiume ed eventi di intorbidamento delle acque”.

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