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Cronaca

Coordinamento 9 dicembre, Danilo Calvani leader della protesta

È originario della provincia pontina il leader della mobilitazione che in questi giorni sta scuotendo tutta l'Italia. Calvani: "La prossima settimana ci troveremo tutti a Roma, per proseguire la protesta"

Oltre che il coordinatore nazionale del Movimento 9 dicembre, ormai sta diventando il leader indiscusso della mobilitazione contro l’attuale classe politica che sta scuotendo l’Italia.

Da lunedì scorso, quando la protesta ha avuto inizio, lui è in giro in lungo e in largo per tutto il Paese per scaldare le piazze e spiegare i motivi della protesta. Parliamo di Danilo Calvani, contadino originario di Latina che in questi giorni sta guidando la mobilitazione di tir, forconi e liberi cittadini scoppiata un po’ in tutto il Paese.

Già nel 2010 a Latina aveva dato dimostrazione della sua anima “rivoluzionaria” con l’occupazione dell’Inps - per mesi i trattori hanno stazionato in piazza Celli – come nel gennaio del 2012 quando, insieme al movimento Dignità Sociale e al suo movimento dei Cra, ha guidato la protesta dei forconi annunciando anche in quell’occasione “una marcia su Roma”. 

Ora è a capo del Movimento 9 dicembre, e proprio al grido di “tutti a Roma” ieri a tenuto i suoi due comizi a Genova e Torino. “In modo democratico la prossima settimana ci troveremo tutti, uniti, a Roma, per proseguire la protesta. La data esatta verrà definita tra domani e dopodomani" ha dichiarato durante il suo intervento in piazza a Genova.

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"Siamo in contatto con la Questura per organizzare la manifestazione. La nostra è legittima difesa, questi parassiti se ne devono andare" ha poi aggiunto.

“La nostra è una battaglia difficile, è la battaglia del popolo senza bandiere e senza sindacati” ha proseguito durante il comizio a Torino. "Chiediamo scusa se abbiamo creato problemi - ha poi aggiunto di fronte a circa cinquecento persone -, e ringraziamo le forze dell'ordine per essersi tolte il casco. Ora comportiamoci bene: non possiamo seminare violenza. Faremo alle Questure i nomi dei veri 'infiltrati': Letta, Alfano e Berlusconi...Noi siamo meglio di loro e abbiamo un solo obiettivo: liberare il Paese da questi parassiti".

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