Ninfa, progetto da 338mila euro per il restauro conservativo delle antiche rovine del giardino

Al via l'intervento voluto dalla Fondazione Roffredo Caetani che sarà finanziato con i fondi dell'8 per mille

L'antica doganadi Ninfa

I fondi raccolti dalla Fondazione Roffredo Caetani saranno utilizzati per attuare il progetto di restauro conservativo dei manufatti architettonici del Giardino di Ninfa. In particolare il progetto, finanziato con circa 338mila euro provenienti dai fondi dell'8 per mille dell'Irpef riferita all'anno 2016, prevede una serie di interventi per la ristrutturazione della copertura dell'antico palazzo comunale della città di Ninfa, del retro dell'abside della chiesa di Santa Maria Maggiore, dell'antica dogana in prossimità del Ponte del Macello e della casa a schiera in prossimità sempre della chiesa di Santa Maria Maggiore, tutti risalenti nel periodo che va tra il XII e XIII secolo.

Il progetto è in linea con i restauri che sin dalla sua costituzione la Fondazione ha finanziato e tenuto per il mantenimento dell'antica città medioevale su cui la famiglia Caetani ha poi, agli inizi del '900, realizzato lo splendido Giardino di Ninfa. Già nel 2001 e nel 2010 questi interventi sono stati finanziati grazie ai fondi che i cittadini hanno destinato liberamente a favore dello Stato che a sua volta li ha messi a disposizione di iniziative ritenute meritevoli come quelle della Fondazione Caetani. Nel caso specifico gli edifici oggetto di questo intervento sono tra i più importanti dell'antica città di Ninfa non solo per il loro valore storico e culturale ma anche sul piano letterario. 

Il progetto di restauro conservativo, i cui lavori sono già iniziati e dureranno alcune settimane nel Giardino di Ninfa, vede impegnato un team di esperti tra cui spicca l'architetto Daniela Esposito, direttore della Scuola di specializzazione in Beni Architettonici e del Paesaggio di Roma e i docenti del dipartimento di Storia, disegno e restauro dell'architettura de La Sapienza di Roma A.Viscogliosi, G.Tarasco, L.Pennacchia, M.G.Putzu. La progettazione è stata affidata all'architetto Elisabetta Ricci e tra i tecnici figurano l'architetto Armandina Antobenedetto, l'architetto Pasquale Loffarelli e il geologo Massimo Amodio..

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“Dare notizia di questo ennesimo progetto di restauro conservativo che riguarda importantissime aree del Giardino di Ninfa – spiega il presidente della Fondazione Roffredo Caetani Tommaso Agnoni - è per noi motivo di orgoglio soprattutto perché a finanziarlo sono gli stessi cittadini con i fondi messi a disposizione dall'8 per mille. Il Giardino di Ninfa, la città di Ninfa e le sue rovine sono un patrimonio di tutti, la conservazione e la sua tutela devono dunque essere un impegno comune”.

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