Cronaca Aprilia

Occupazione siti dismessi ad Aprilia, la battaglia del Comune

Ordinanza del sindaco Terra contente le disposizioni per i fabbricati in stato di abbandono e in condizioni igieniche insalubri; ordinato ai proprietari la pulizia e la messa in sicurezza

Lo scorso anno l’amministrazione comunale di Aprilia era intervenuta attuato lo sgombero dell’ex Enotria, un sito dismesso sulla Nettunense divenuto rifugio di senzatetto, a cui avevano fatto seguito altre iniziative dello stesso genere.

E ancora una volta dagli uffici di piazza Roma intervengono con dure disposizioni in materia di fabbricati in stato di abbandono e in condizioni igienico-sanitarie insalubri.

Il sindaco, Antonio Terra, ha emesso un’ordinanza che obbliga i proprietari o chiunque altro a qualsiasi titolo detiene il possesso (legale rappresentante, curatore fallimentare, liquidatore, ecc.) degli immobili non utilizzati ed in stato di abbandono, incuria o degrado, di porre in essere tutte le iniziative possibili volte ad impedire l’accesso, l’occupazione e l’utilizzo degli immobili stessi da parte di soggetti che ne potrebbero fruire abusivamente, o già ne usufruiscono, al fine di trovarvi rifugio e ricovero temporaneo.

“L’ordinanza – spiega con una nota il Comune - prende atto che nel territorio di Aprilia frequentemente la polizia locale e le altre forze di polizia riscontrano l’occupazione abusiva di edifici in stato di abbandono da parte di soggetti privi di fissa dimora. Le segnalazioni relative ad episodi del genere evidenziano inoltre gravi problematiche igienico-sanitarie dovute alla totale assenza di servizi igienici, acqua potabile, elettricità e riscaldamento, con accumulo di rifiuti e sversamento di liquami, rendendo pertanto gli stabili occupati in maniera abusiva pericolosi per la stessa salute degli occupanti ed in particolare dei soggetti minorenni tra essi presenti. La presenza di folta, incolta e secca vegetazione potrebbe ulteriormente favorire lo sviluppo di incendi ed essere un habitat idoneo per la sopravvivenza e proliferazione di animali non domestici e sinantropi (topi, ratti, colombi) nonché di insetti indesiderati (blatte, ditteri, ragni, zanzare)”.

Da qui la decisione di adottare le opportune misure a tutela dell’igiene e della salute pubblica. Il mancato rispetto dell’ordinanza costituirà inottemperanza soggetta a denuncia all’Autorità Giudiziaria e a sanzione amministrativa fino ad un massimo di 500 euro.

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