Omicidio Gloria Pompili, la zia e il suo compagno si accusano a vicenda

I due imputati ricostruiscono in aula davanti alla Corte d'Assise la morte della ragazza

Udienza fiume oggi davanti alla Corte di Assise di Latina  del processo per l’omicidio di Gloria Pompili del quale sono chiamati a rispondere Loide Del Prete, zia della vittima, il compagno di quest’ultima, l’egiziano Saad Mohamed Elesh Salem accusati di omicidio con le aggravanti di aver agito in presenza dei figli minori della vittima e con particolare crudeltà e di maltrattamenti sia su Gloria che sui due figli, e Hady Saad Mohamed, marito di Gloria e fratello dell’altro imputato, accusato solo di maltrattamenti in famiglia.

In aula hanno parlato gli imputati la zia della vittima e il suo compagno, che si sono accusati a vicenda per le botte date a Gloria quella notte , botte che ne hanno causato la morte.

La Del Prete, che ha reso spontanee dichiarazioni, dopo avere rievocato il clima di paura che si viveva a causa dei metodi violenti di Hady Saad, ha raccontato che quel 23 agosto 2017 mentre lei era alla guida dell’auto il suo compagno aveva colpito ripetutamente con pugni alle costole la nipote fino a quando, giunti all’altezza di Priverno, la ragazza non si era sentita male e era stato necessario chiamare, purtroppo inutilmente, il 118.

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Una versione completamente diversa invece quella fornita nel corso di un lungo interrogatorio dall’altro imputato che ha innanzitutto precisato di non avere mai picchiato i due bambini, poi ha spiegato come fosse stata proprio la donna a costringere la nipote a prostituirsi, circostanza sulla quale lui non era d’accordo,  infine ha ricostruito la notte dell’omicidio spiegano che Loide ha fermato l’auto in più di una occasione per scendere e picchiare la ragazza che era seduta dietro.  Poi, quando lei ha cominciato a impallidire e a respirare male, il tentativo di rianimarla, andato a vuoto. 

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