Cronaca Sezze / via degli Archi

Duplice omicidio di Sezze scalo, gli arrestati non parlano con il gip

Bocche (quasi) cucite durante gli interrogatori di garanzia: solo uno dei quattro fermati rende dichiarazioni spontanee. Ieri le autopsie, oggi i funerali di Marchionne e Radicioli

Non sono i quattro fermati per gli omicidi di Alessandro Radicioli e Tiziano Marchionne a voler far chiarezza su quanto successo nei concitati minuti della sparatoria avvenuta lunedì sera a Sezze scalo. Non parlano, almeno per ora. Solo uno dei quattro arrestati ha aperto bocca ieri davanti al giudice per le indagini preliminari Nicola Iansiti.

Per ora, oltre alle immagini delle videocamere a circuito chiuso della stazione di servizio Agip, l’unica testimonianza diretta del duplice delitto è quella di Gianluca C., che era in compagnia delle vittime ed è riuscito a scampare alla pioggia di proiettili, almeno 15 sparati nella terribile notte di via degli Archi. Il 34enne di Latina, scampato alla morte pur rimanendo ferito a un gomito, è stato già ascoltato dal pm Gregorio Capasso, che coordina l’inchiesta: avrebbe riferito di una vera e propria doppia esecuzione realizzata nel giro di pochi attimi.

Gli arrestati, ieri finiti davanti al gip, hanno deciso dunque di avvalersi della facoltà di non rispondere. Solo uno degli arrestati, il 52enne Umberto G., ha rilasciato dichiarazioni spontanee al giudice per le indagini preliminari, di fronte al quale ha sostenuto che il suo ruolo nella vicenda è stato esclusivamente quello di ‘paciere’, di mediatore tra le vittime e le altre persone che con lui sono state arrestate. Una mediazione che evidentemente non è stata molto efficace. Gli investigatori, per ricostruire le ragioni del duplice delitto, lavorano ancora sulla pista del debito di droga non saldato.

Gli inquirenti, che stanno scandagliando le vite e i conti correnti di vittime e arrestati, hanno in mano altre carte come l’esame stub eseguito subito dopo aver fermato i presunti killer. Gli esami sulla polvere da sparo saranno eseguiti dai Ris di Roma, che dovranno stabilire chi ha premuto il grilletto contro Marchionne e Radicioli.

Intanto ieri si sono concluse le autopsie sui corpi delle due vittime. Il medico legale Filippo Milano ha accertato che dei quindici colpi esplosi due avrebbero raggiunto Alessandro Radicioli ferendolo fatalmente al cuore e alla testa: una morte istantanea la sua, un’esecuzione da vero cecchino da parte di chi ha sparato. Tiziano Marchionne è invece morto per la gravità delle ferite da arma da fuoco riportate al torace e di striscio alla testa.

Oggi sono in programma i funerali: l’estremo saluto ad Alessandro Radicioli sarà dato alle 11 presso la chiesa di Tor Tre Ponti, mentre le esequie di Tiziano Marchionne si svolgeranno alle 14.30 presso la parrocchia di San Luca a Latina.

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