Scoperto giro di pedofili online, tra gli arrestati anche un 25enne di Latina

La maxi operazione condotta dalla polizia postale è scattata a Milano. Quattro gli arresti in flagranza di reato, altri 18 indagati in tutta Italia

C'è anche un ragazzo di Latina tra i quattro arrestati nella maxi operazione della polizia postale di Milano per detenzione e diffusione di materiale pedopornografico. Si tratta di un giovane di 25 anni del capoluogo pontino, disoccupato, arrestato ai domiciliari in flagranza di reato, durante i controlli e le perquisizioni della polizia. Insieme al ragazzo di Latina sono stati arrestati un 46enne di Bologna, un 30enne di Napoli e un impiegato della stessa età residente a Torino. Altre 18 persone, tra cui che tre che avevano precedenti specifici, sono state invece denunciate a piede libero. Sono per la gran parte studenti, operai e pensionati tra i 25 e i 60 anni e tra loro c'è anche una donna, una collaboratrice domestica di Milano.

L'indagine della polizia postale ha consentito di accertare che il gruppo aveva aperto profili a nome di altre persone, completamente all'oscuro di tutto. Per navigare in internet usavano soltanto reti wifi libere per non essere rintracciati. E poi si scambiavano foto e video pornografici di minorenni chiedendo in cambio altro materiale. Alla fine della lunga indagine gli agenti sono riusciti a recuperare circa 20mila immagini.

L'allarme dal Canada e le indagini

Il lavoro dei poliziotti è cominciato a ll'inizio dell'anno, quando dal Canada è arrivata la segnalazione di una serie di accessi sospetti a "Kik Messenger", una app di messaggistica istantanea per cellulari. Gli agenti canadesi hanno girato ai colleghi italiani i dati di circa quindicimila "ingressi" che hanno portato la Postale ad alcune donne e uomini, risultati poi in realtà innocenti. Da lì, però, attraverso le analisi di profili social e dati web, i poliziotti hanno identificato le ventidue persone che - secondo l'accusa - avrebbero scambiato tra loro immagini che ritraevano bambini e bambine, anche molto piccoli, coinvolti in atti sessuali espliciti. 

Quattro arresti in flagranza e denunce

Con il coordinamento della procura della Repubblica di Milano, gli agenti hanno eseguito ventitré perquisizioni in diverse città italiane, durante le quali sono stati sequestrati 26 cellulari, sette pc e 20mila foto e video. Proprio durante i controlli, quattro persone sono state arrestate in flagranza di reato perché - ha spiegato il dirigente della Postale - "trovati in possesso di ingenti quantitativi di materiale pedopornografico". 

Le immagini in rete

Foto e video scambiati, stando agli accertamenti della polizia, non erano prodotti dagli stessi arrestati e denunciati, ma erano vecchie immagini già presenti in rete - e nel "deep web" - girate in Sud America e in Asia. I pedofili, in una sorta di "piazza" social nella quale si incontravano per caso usando parole in codice, si scambiavano proprio quelle immagini alla ricerca di materiale "nuovo". Ora rischiano ora una condanna tra i tre e sei anni di carcere.

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