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Rapina violenta in gioielleria: si costituisce a Napoli un altro componente della banda

Altri due erano già finiti agli arresti nel corso dell'operazione "San Gennaro". Quattro persone indagate a piede libero. Il colpo risale a maggio

Si è costituito a Napoli, presso il carcere di Poggioreale, uno dei componenti della banda di rapinatori sgominata nei giorni scorsi dalla squadra mobile nel corso dell'operazione "San Gennaro". Si tratta di un 20enne residente nel capoluogo partenopeo e considerato uno dei banditi entrato all'interno della gioielleria di Pontinia il 28 maggio scorso. Da giorni era attivamente ricercato e braccato dalle forze dell'ordine, accusato di rapina aggravata, lesioni e furto.

Altri due complici, tra cui un altro esecutore materiale del colpo e un basista residente a Latina, erano già finiti agli arresti venerdì scorso. I banditi, con il volto travisato da mascherine chirurgiche e cappellini con visiera erano entrati nell'esercizio commerciale e avevano aggredito il titolare e la moglie, accoltellando il primo alle spalle e malmenando con ferocia la donna. Erano poi fuggiti dopo aver riempito una borsa di gioielli in oro e diamanti, del valore complessivo di circa 30mila euro. Gli investigatori della squadra mobile hanno ora chiuso il cerchio e identificato tutti i componenti del gruppo. Oltre ai tre arrestati ci sono quattro persone indagate a piede libero che avrebbero avuto un ruolo di supporto nell'organizzazione del colpo.

Secondo le indagini due erano i basisti originari di Napoli ma residenti a Latina, entrambi lavoravano come pizzaioli in un locale del capoluogo.

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