Punti primo intervento, l'assessore regionale D'Amato: "Nessuna chiusura"

Una rassicurazione rivolta ai sindaci dei Comuni coinvolti. Intanto il sindacato pensionati di Cgil, Cisl e Uil chiede di essere convocato dal direttore generale della Asl

Non ci sarà alcuna chiusura dei Punti di Primo Intervento, che continueranno regolarmente ad erogare i servizi di assistenza territoriale”. A dichiararlo è l'assessore regionale alla Sanità e Integrazione Sociosanitaria della Regione Lazio Alessio D’Amato. Una rassicurazione rivolta ai sindaci dei comuni interessati dalla presenza delle strutture sanitarie, in vista dell'incontro che si terrà nella sede della Regione Lazio il prossimo giovedì 5 settembre proprio per discutere del tema che da mesi ha sollevato molte polemiche politiche e la preoccupazione di amministratori e comitati di cittadini. 

Intanto, proprio su questo argomento intervengono anche i sindacati dei pensionati Spi Cgil, Fnp Cisl e Uilpensionati di Latina, che manifestano timore per la trasformazione dei presidi sanitari della provincia. "La presenza dei Ppi gestiti direttamente dalla Asl, in quanto responsabile dell’emergenza sanitaria territoriale - scrivono i sindacati - rappresenta un servizio di prossimità indispensabile in molte realtà, che fino ad ora è stato assicurato con costi molto contenuti da personale qualificato che fino ad ora ha garantito l’assistenza pur in condizioni talora molto difficili"

"Nonostante le disposizioni di legge esistenti il sindacato - si legge ancora in una nota - non è stato sentito in merito a questa decisione che è estremamente penalizzante per i pazienti tutti, ma in particolare per gli anziani, i soggetti affetti da disabilità, le persone con patologie croniche, i soggetti fragili. I Ppi rappresentano spesso l’unico presidio sanitario dato che l’Azienda, nonostante il tempo avuto a disposizione, non ha ancora provveduto a potenziare l’assistenza territoriale. Le strutture hanno rappresentato fino ad ora un filtro per il pronto soccorso, per cui la loro eventuale chiusura rischia di scaricare i pazienti fino ad ora curati presso queste strutture sui tre servizi di Pronto soccorso rimanenti in provincia che sono già spesso prossimi al collasso.

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Il sindacato pensionati ribadisce dunque la contrarietà al progetto di chiusura e trasformazione delle strutture e chiede la convocazione del tavolo di confronto da parte del Direttore generale della Asl Casati per far ascoltare le proprie ragioni.

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