San Felice Circeo: la villa del Morrone diventerà la Casa di Neanderthal

Si tratta di un bene confiscato alla criminalità organizzata per il quale il Comune ha ricevuto un finanziamento regionale di 70mila euro

La villa del Morrone, il bene confiscato alla criminalità organizzata ed assegnato al comune di San Felice Circeo presto diventerà casa di Neanderthal. Proprio nelle scorse settimane la Regione Lazio ha destinato 70mila euro per il recupero e la trasformazione del bene, primo passo del progetto che servirà a rendere sempre più efficace l'interesse dell'amministrazione vero uno dei beni storici ed archeologici del territorio: il cranio ritrovato 80 anni fa nella grotta Guattari. Rispondendo al bando regionale, il Comune di San Felice Circeo ha ricevuto il finanziamento per la copertura del quadro economico di circa 115mila, di cui fondi 70 mila arriveranno dalla Regione e la restante somma dal bilancio comunale.

La Villa del Morrone diventerà la Casa di Neanderthal. Un processo di valorizzazione del patrimonio territoriale, archeologico, storico, ambientale e paesaggistico, attraverso la conoscenza, la comprensione e la fruizione. Queste attività confluiranno "all'interno di uno spazio attivo e polifunzionale, in cui si ritrovino le radici della cultura italiana ed europea e, al contempo - spiega l'amministrazione in una nota - una politica di tutela e di educazione dei più giovani e di un loro accompagnamento alla maturità". L'organizzazione e la gestione della Casa di Neanderthal saranno affidate alla costituenda Rete Territoriale di Imprese Il Mito di Circe, che riunisce imprese commerciali e professionali, e mette in rete associazioni, artigiani ed enti diversi, e che sta nascendo in stretto rapporto con l'amministrazione, con obiettivi legati alla valorizzazione del territorio e alla gestione condivisa delle risorse e dei beni indisponibili.

Soddisfatto il sindaco Giuseppe Schiboni e il delegato ai lavori pubblici Monia Di Cosimo. "Il finanziamento ottenuto – dicono i due amministratori – e la naturale conseguenza delle attività che abbiamo messo in campo con il convegno di maggio e l'interesse che abbiamo suscitato anche con il titolo della città della cultura. La sfida che abbiamo avviato attraverso lo sfruttamento culturale del territorio sta dando i suoi frutti e queste ulteriori risorse ottenute sono la dimostrazione che la strada che stiamo percorrendo è quella giusta".

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