Giovedì, 18 Luglio 2024
Cronaca Sezze

Scandalo al cimitero di Sezze, l’accusa chiede tre condanne e 26 rinvii a giudizio

Inchiesta ‘Omnia 2’ sulla corruzione e la mala gestione della struttura al giro di boa. Il Comune è parte civile

Entra nel vivo il processo per la gestione del cimitero di Sezze. Nell’udienza preliminare davanti al gup del Tribunale di Latina Giorgia Castriota il pubblico ministero titolare dell’indagine denominata ‘Omnia 2’, Valerio De Luca, ha pronunciato la sua requisitoria formalizzando le richieste di condanne per i tre imputati che hanno scelto di essere giudicati con rito abbreviato e il rinvio a giudizio degli altri 26. Il rappresentante dell’accusa ha invocato una pena di 2 anni e otto mesi di reclusione – che tiene conto della riduzione di un terzo della pena - per Fausto Perciballe, Andrea Redi e Alfredo De Angelis mentre per gli altri, accusati a vario titolo di corruzione per atti contrari ai doveri d’ufficio, in concorso e continuato; induzione indebita a dare o promettere utilità; distruzione, soppressione o sottrazione di cadavere, in concorso e continuato; peculato continuato; concussione in concorso; tentativo di minaccia o violenza in concorso per costringere a commettere un reato; esecuzione di lavori in assenza del titolo abilitativo e in violazione del regolamento di polizia mortuaria, ha chiesto il rinvio a giudizio. 

Secondo quanto accertato dai carabinieri il custode della struttura induceva i privati a versare somme di denaro per assicurare una sepoltura ai propri cari, avvalendosi del contributo determinante di un funzionario del Comune, deputato a emettere la prevista determina di assegnazione dei loculi o delle tombe, a sepoltura già realizzata. Sono inoltre emersi pagamenti di ingenti importi di denaro da parte di imprese interessate ad ottenere dal custode stesso la realizzazione di lavori edilizi e di decorazione delle tombe già spettanti a una società partecipata dal Comune, come anche sulle traslazioni delle salme che venivano mischiate ai resti di altre tombe, disposte sempre dal custode per consentire la costruzione di nuove tombe da cedere ai cittadini di Sezze.

Nel procedimento si sono costituiti parte civile il Comune di Sezze, l’associazione ’Caponnetto’ e di due privati cittadini.

L’udienza è stata aggiornata al 2 maggio quando la parola passerà al collegio difensivo composto tra gli altri dagli avvocati Renato Archidiacono, Antonio Orlacchio, Dino Lucchetti, Giancarlo Vitelli, Italo Montini, Marta Censi, Angelo Farau, Orlando Mariani, Francesca Apponi, Marco Rossi, Sinuhe Luccone e Dino Lucchetti. Poi il giudice si ritirerà in camera di consiglio per la sentenza.

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