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Terrorismo, confermata condanna in appello per jihadista legato alla rete di Anis Amri

Abdel Napulsi, palestinese di 38 anni, era stato arrestato a marzo del 2018 nell'ambito dell'operazione "Mosaico" della Digos di Latina

E' stata conferma in Appello la condanna a quattro anni di carcere a carico di Abdel Salem Napulsi, arrestato a marzo del 2018 nell'ambito dell'operazione antiterrorismo "Mosaico" condotta dalla Digos di Latina. L'uomo, considerato vicino alla rete di fiancheggiatori dell'attentatore di Berlino Anis Amri, è accusato di autoaddestramento con finalità di terrorismo

Nell’ordinanza di arresto per terrorismo, Napulsi era sospettato di avere atteggiamenti che corrispondevano alla “progettazione di attentati”. Il palestinese, 38 anni, si trovava già in carcere per reati legati alla droga, ed era stato condannato nell'ambito dell'inchiesta Mosaico lo scorso novembre. Per lui il gup Alessandra Boffi aveva disposto l'espulsione dall'italia al termine della pena. L'uomo, dopo essersi radicalizzato in Italia, aveva infatti svolto ricerche su internet sull'utilizzo di armi da fuoco e lanciarazzi e nel deepweb erano state trovate tracce di ricerche legate all'utilizzo di mezzi di trasporto pesanti idonei a montare armi da guerra. Il materiale era stato trovato nel tablet del palestinese sequestrato nell'appartamento che l'uomo condivideva con altri stranieri a Roma.

Le indagini della Digos di Latina erano scaturite dagli accertamenti effettuati all’indomani dell’attentato di Berlino da parte di Anis Amri.

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