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Un viaggio a Sezze: tra storia e tradizioni, gastronomia e sagre

Famosa per le sue tradizioni, la storia e la cultura nonché per la sua gastronomia, Sezze è uno dei comuni lupini che conserva la sua tipica impronta risalente al periodo medioevale

Sorge su una collina che si erge ai piedi del monte Semprevisa, famosa per le sue tradizioni, la storia e la cultura nonché per la sua gastronomia, Sezze è uno dei comuni lupini che conserva la sua tipica impronta risalente al periodo medioevale.

Secondo la leggenda le origini di Sezze sono legate alle gesta di Ercole che ne fu fondatore dopo aver vinto contro i Lestrigoni. “Infatti l'antico nome "Setia" si fa risalire etimologicamente a "Setis" le setole del leone Nemeo, di cui Ercole si gloriava. Ancor oggi lo stemma della città raffigura il leone Nemeo che regge una cornucopia ricolma di frutti con intorno la scritta "SETIA PLENA BONIS GERIT ALBI SIGNA LEONIS" (Sezze piena di beni porta l'insegna del bianco leone)” si legge sulla pagina ufficiale del Comune di Sezze.

Ma la storia e la tradizione del comune lepino si lega a filo doppio a quella dei Romani; secondo quanto narrato da Velleio Potercolo - sue le prime notizie di un certo valore storico -  Sezze fu una colonia romana nel 382 a. C. rivestendo una grande importanza strategica per Roma, essendo una città latina nel territorio degli ostici Volsci. A partire dal Medioevo ebbe una vita travagliata. Dal 956 Sezze sotto l'amministrazione del papa si organizzò come libero comune fino a quando non fu conquistata dalle truppe della famiglia Caetani, che sottoposero la città per 12 anni a continui saccheggi fino a quando non furono cacciati da una rivolta popolare. Secoli più tardi nel 1798 Sezze come anche Roma fu occupata dai francesi; i setini però si ribellarono scacciarono gli occupanti ed abbatterono l'albero della libertà. Riuscirono ad evitare la vendetta dei francesi pagando una forte somma. Successivamente la città fece parte del regno d'Italia.

Sezze fu scelta come luogo di soggiorno da molti papi: Gregorio VII nel 1073, Pasquale II nel 1116, Lucio III che vi restò per circa un anno nel 1182.

IL CENTRO STORICO - Sezze conserva il grande borgo centrale di impronta medioevale (resti di cinte murarie, anche megalitiche, di torri e castello) ed il suo centro storico è ricco di spunti anche da un punto di vista turistico. Tra le vie e le stradine dell’antico borgo medievale si possono ammirare palazzi gentilizi affiancati da case di gente comune; bellissime le chiese antiche, soprattutto di manifattura medievale. Interessante le antiche entrate della città, le famose quattro porte: la Porta Sant’Andrea, Porta Paolina detta anche Porta Gioberti, la menzionata Porta Romana detta anche Porta di Piano e Porta Pascibella o Largo Vittorio Emanuele.

CHIESE E PALAZZI - Tra le chiese più belle la Cattedrale di Santa Maria fu realizzata nel secolo XIII, e si erge sui resti delle rovine di una piccola chiesa romanica e consacrata nel 1364, più volte colpita da incendi il più devastante dei quali nel 1150; poi la chiesa di San Pietro edificata verso la fine del cinquecento e si trova nella parta della cittadina. Altro edificio religioso da vedere è la Chiesa di Santa Chiara, esempio architettonico di pregevole fattura. Da non perdere se si decide di visitare Sezze, anche la Chiesa di Santa Lucia eretta nel 1761, che conserva pregevoli affreschi risalenti in gran parte al XVI secolo, la Chiesa di Sant’Andrea, la chiesa di Santa Maria delle Grazie, annessa al cimitero comunale, la chiesa di San Francesco (detta anche di S. Giuseppe), annessa al convento dei Frati minori cappuccini, la Chiesa di San Bartolomeo, che secondo la tradizione fu eretta nel 1136 e che costituisce un meraviglioso esempio di architettura settecentesca era annessa all’omonimo convento (oggi Ospedale civile). Da vedere anche gli splendidi e numerosi palazzi, come ad esempio Palazzo Rappini, Palazzo Pontini, Palazzo de Ovis, Palazzo De Magistris, oggi sede del Comune, Palazzo Calabresi, il Palazzo del Vescovado, Palazzo Iucci-Santoro, la Torre della famiglia Pagano.

I MUSEI - Ma a Sezze si trovano anche musei di grande interesse, come, per esempio, il Museo Lepino della Civiltà Contadina, con molti reperti d’epoca e che consente di effettuare un vero viaggio nel tempo. L’Accademia del Pensiero è invece una tappa per gli amanti dell’arte contemporanea. Da vedere l’Archivio storico comunale che conserva interessantissimi e preziosi documenti che vertono la storia della città, il Museo del giocattolo che custodice giocattoli, originali o ricostruiti, della tradizione popolare, alcuni dei quali di origine molto antica e l’Antiquarium Comunale con i suoi numerosi reperti dell'età preistorica (paleolitico medio e superiore, mesolitico, neolitico, età del bronzo), oltre che della fauna.

GLI EVENTI E LE SAGRE - Sezze è conosciuta non solo in Italia ma anche in tutto il mondo per la Sacra Rappresentazione della Passione di Cristo che nella sera del Venerdì Santo itinerante viene recitata per i vicoli del comune lepino. Nata nel lontano 1933 grazie all’avvocato Filiberto Gigli oggi vede la partecipazione di 700 tra attori e figuranti. Famosa anche la Sagra del Carciofo che ogni anno si tiene nel periodo di aprile, ma anche le sagre della Panzanella e della Bazzoffia di luglio. Conosciuti anche i festeggiamenti del Carnevale Setino e la manifestazione della “Befana scende dai tetti”.

TRADIZIONE GASTRONOMICA - E come non parlare della tradizione gastronomica di Sezze; tanti dei piatti tipici del territorio pontino nascono infatti nel comune lepino a partire dalla Bazzoffia, la tradizionale zuppa di verdure, o la zuppa di fagioli alla sezzese, o le lacchene - pasta fatta con acqua e farina - buone con i fagioli o al sugo. Prodotto tipico di Sezze i carciofi, che possono essere cucinati in svariati modi, alla giudia, fritti dorati, a rusto, o in salsa. Ottime anche le “ciammaruche” - le lumache e i dolcetti tipici della tradizione setina come le crostate di visciole, le ciambelle d’acqua, d’uomo o vino e le zippole. 

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