Sabato, 16 Ottobre 2021
Economia

Mercato immobiliare, i prezzi più bassi a Maenza, boom sulle isole

La Fiaip fa il quadro dell'andamento del mercato nella provincia pontina: rispetto a fine 2012 i prezzi di vendita a maggio sono in calo (-2,3%), l'offerta in crescita (+4,5%) e la domanda debole (-0,8%)

La nostra provincia, con i suoi oltre 7.911 immobili offerti in vendita e 2.617 in affitto, conta circa l’11% degli annunci immobiliari presenti nel Lazio (poco più di 80mila in tutta la regione), e marca un indice di circa 19 annunci per mille abitanti.
Sono i numeri diffusi dalla Fiap di Latina che attraverso una serie di dati che caratterizzano la provincia pontina cerca di fare un quadro dell’andamento del mercato immobiliare

LA VENDITA - Soffermandoci alla vendita, la tipologia più scambiata è costituita dagli appartamenti, con 4.607 annunci complessivi, seguita da case indipendenti (2.622 annunci). La tipologia più “movimentata “ per quanto riguarda gli affitti è costituita sempre dagli appartamenti con 1.546 annunci in totale, seguita anche in questo caso dalle case indipendenti (529 annunci).

Il maggior numero di annunci immobiliari in assoluto è pubblicato nel comune di Latina (35%), mentre il più attivo in termini percentuali è il comune di Sperlonga (77 annunci ogni mille abitanti).

I PREZZI – Per quanto riguarda i prezzi, per gli appartamenti si aggirano intorno a circa 1.557 €/m², un 27% in più rispetto alla media regionale, (il 44% in meno rispetto ai prezzi medi praticati nella provincia di Savona, la più cara d’Italia, e il 154% maggiore rispetto a quello registrato nella provincia di Medio Campidano, in Sardegna, la più economica).

Il Comune con le quotazioni medie più convenienti per gli appartamenti è Maenza (602 €/m²), mentre Sperlonga con i suoi 3.000 €/m² di media è il Comune più caro della terraferma. Caso a sé fanno Ventotene (3.475 €/mq) e Ponza (3.878), dove nonostante un calo vistoso delle transazioni benchè inferiore alla media provinciale (-18,8%), i prezzi non accennano a scendere restando invariati rispetto all’anno precedente.

Il prezzo medio riscontrato nel capoluogo (1.599 €/mq) vede assestarsi sopra di esso le quotazioni di Formia (1.877), Sabaudia (2.015), Terracina (2.042). Al di sotto rispetto a Latina città troviamo Minturno (1.050), Cisterna (1.196). Fondi (1.304), Sermoneta (1.411), Aprilia (1.487).

LA DOMANDA E L’OFFERTA - L’analisi della domanda a maggio 2013 evidenzia che la tipologia più richiesta è il trilocale, che raccoglie il 35,7% delle preferenze; a seguire, il bilocale con il 30,2%, il quattro locali con il 21,9% e, infine, il cinque locali con l’8,4%, mentre la maggioranza delle richieste si concentra nella fascia compresa tra 170 e 249 mila euro (24,2%), a seguire la fascia tra 120 e 169 mila euro (21,8%) e quella fra 250 e 349 mila euro (19,4%).

L'anno 2012 si è chiuso con un numero complessivo di convenzioni per trasferimenti di proprietà immobiliare in caduta del 32,8% rispetto alle convenzioni rogate nel 2011.

Rispetto a fine 2012 i prezzi di vendita riscontrati a maggio sono in calo (-2,3%), l’offerta in crescita (+4,5%) e la domanda debole (-0,8%).

Per quanto riguarda i singoli segmenti del mercato provinciale, è possibile osservare che la tipologia che ha registrato il maggior apprezzamento percentuale è costituita da  ville: con un incremento, a maggio del 2013, di circa il 2% negli ultimi 3 mesi, quella che ha invece conosciuto il maggior deprezzamento è costituita da pentavani: le quotazioni hanno accusato una flessione di circa il 13% negli ultimi 3 mesi.

Eppure, paradossalmente, la domanda non mancherebbe. “Secondo un recentissimo studio Nomisma –commenta il presidente provinciale Fiaip, Santino Nardi - sono almeno 800.000 le famiglie italiane che ancora oggi si dichiarano pronte a comprare casa. E nella nostra zona, altrettanto, la domanda persiste”.

Nonostante ciò la risalita nei volumi scambiati, sempre secondo Nomisma, ci sarà solo nel 2014. “Un tilt diabolico ma per certi versi spiegabile – prova a far chiarezza Nardi –: il mercato immobiliare italiano soffre di un evidente eccesso di offerta e di una domanda esigua e selettiva”.

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