Mercoledì, 22 Settembre 2021
Cultura

"Pezzi di storia" a Palazzo Caetani di Cisterna

Presentato da Danilo Di Camillo il libro di Stefano Polli e Cesare Protettì

Nota- Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di LatinaToday

Danilo Di Camillo, responsabile della Biblioteca comunale “Adriana Marsella”, ha presentato l'11 settembre a Palazzo Caetani a Cisterna il volume “Pezzi di storia” (Istimedia edizioni, da pochi giorni nelle librerie) curato da Stefano Polli, vicedirettore dell’Ansa e Cesare Protettì, già direttore del Master di Giornalismo della Lumsa. Tra le 48 testimonianze raccolte nel saggio, c’è anche quella sulla lunghissima giornata dell'11 settembre 2001, firmata da Alessandra Baldini, all'epoca capo della redazione newyorkese dell’Ansa: a Palazzo Caetani, Ramona Calvino, nel ventennale della tragedia, ne ha dato una intensa lettura.

Il libro si apre con un contributo speciale di Sergio Lepri, direttore dell’Ansa per quasi un trentennio e che tra poco compirà 102 anni: il suo pezzo, in gran parte inedito, contiene dettagli importanti su quello che accadde nella notte tra il 10 e l'11 agosto 1943 a Palazzo Manni, a Orte, quando si tentò di avviare una comunicazione alle truppe - poi rivelatasi furbesca e improduttiva - sul cambio di alleanze dell'Italia. E così si arrivò al disastro dell'8 settembre frutto di "ignoranza, silenzi, sotterfugi, false iniziative, bugie, stupide furbizie", scrive Lepri. Le firme dell'Ansa sono tante, a cominciare da Nino Alimenti, scomparso il 5 novembre 2020 dopo aver cesellato per il libro un bellissimo ricordo di Nelson Mandela, liberato l'11 febbraio 1990. E poi c'è Pio Mastrobuoni che ha scritto di vari personaggi "visti da vicino": Modugno a Mosca, Craxi, Spadolini, la regina Elisabetta II con la quale conversò di cavalli. E poi ci sono le firme dei colleghi coautori non solo italiani e non solo dell’Ansa, come Dennis Redmont, dell’Associated Press, che nel 1965 (era l’epoca della dittatura di Salazar) a Lisbona era il più giovane corrispondente della sua agenzia e che nella sua lunga carriera è stato inviato in più di 80 paesi, seguendo centinaia di eventi di cronaca, molti dei quali sono divenuti Storia.

“Un libro – ha concluso Di Camillo – che sarebbe da adottare nelle scuole anche perché, con uno stile sobrio e accattivante, aiuta i giovani a collocare nel tempo e nello spazio le grandi svolte della storia. E questo grazie soprattutto agli articoli di raccordo, anno per anno, scritti da Cesare Protettì e da suo figlio Luca, applauditi coprotagonisti della presentazione a Palazzo Caetani.

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