Sabrina Marangon : "Ecco perchè ho deciso di lasciare il Pd"

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di LatinaToday

Sabrina Marangon (Componente Segreteria Comunale PD Latina, componente Esecutivo Comunale PD Latina con delega alle politiche giovanili, Componente Assemblea Comunale PD Latina) ufficializza la fuoriuscita dal PD

"All’indomani delle primarie 2015  comunicavo via mail all’allora Segretario del partito Gioacchino Quattrola, la mia decisione di dimettermi dalla segreteria, rimettere il mandato alle politiche giovanili e ritirare la tessera del partito.

A più di un mese dalla comunicazione delle dimissioni e fuoriuscita dal partito, da parte degli organi del partito non vi è stata alcuna risposta e, anzi, sono stata più volte convocata per le assemblee comunali quasi a voler significare un rigetto delle stesse che, tuttavia, non ho mai revocato a causa dei gravi motivi politici che le avevano indotte e che non possono più essere taciuti.

La mia adesione al PD era stata motivata da un progetto di profondo rinnovamento culturale e politico del partito stesso, rinnovamento che non vi è mai stato. In due anni di militanza ho assistito a continue lotte intestine e veti che paralizzavano l’operato di quanti volevano porsi al servizio della causa di rinnovamento politico.

Il PD di Latina (e non solo, ma oggi parliamo di Latina) ha dato non solo evidenti segni di incapacità di rinnovarsi ma altrettanti evidenti segni di lotte intestine, neanche “di corrente”, bensì di vera e propria spartizione di poltrone (per non dire di rincorsa verso l’imminente candidatura e di vetrina mediatica), visibile sotto gli occhi della Città intera, basti pensare alle discussioni infinite tra alcuni ex consiglieri, di un partito senza leadership, anzi, un partito nel quale ognuno riteneva di essere il leader indiscusso e possedere il verbo. Ciò appariva sui media e ciò avveniva negli organi di partito.

Ma l’apice è stato raggiunto con le primarie per la scelta del candidato sindaco: una indecorosa manifestazione di cecità politica, arroganza, intolleranza, falsità ed opportunismo politico che non appartengono alla sottoscritta e di sicuro non sono graditi al cittadino.

Dopo aver tentato più volte in due anni di richiamare le varie “anime” del PD a moderare i termini, a guardare agli obiettivi per la Città e non alla singola e futura candidatura, con il fallimento delle primarie del 22 novembre us ( e di fallimento si tratta  poiché è la democrazia che ha perso, sono i cittadini di Latina che hanno perso affidando il loro voto ad un partito che non sa guardare all’interesse della città), sono giunta alla conclusione che la mia esperienza politica con il PD terminava ma che a termine era giunto il PD stesso.

Il PD potrà anche ricompattarsi, così come fa sempre anche il centrodestra latinense, per tentare di vincere le amministrative e spartirsi quante più poltrone possibili, ma certo sarà un ricompattamento finto e dietro ogni ricompattamento finto non si cela il bene della Città ma unicamente il bene delle persone che hanno uno scopo individuale ( o micro-collettivo) da raggiungere.  La politica non è questa. La politica è condivisione di idee e progetti con la collettività e nell’interesse della collettività".

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