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Anche Latina in zona rossa: da oggi le nuove regole del lockdown di Natale

Negozi, bar e ristoranti chiusi, aperte solo le attività essenziali oltre alle edicole, tabaccherie, lavanderie e parrucchieri. Per spostarsi occorre l'autocertificazione. Direttive ai prefetti per i controlli

Da oggi, 24 dicembre, scatta la zona rossa anche nella provincia di Latina come in tutta Italia. Le misure restrittive di questo Natale 2020, che si concluderanno il 6 gennaio, cambiano le vite dei cittadini, mentre anche in provincia di Latina si prepara una stretta sui controlli: per uscire di casa servirà l'autocertificazione. La circolare trasmessa ieri ai prefetti dal capo di Gabinetto del ministero dell'Interno Bruno Frattasi raccomanda "la consueta puntuale attenzione nell’assicurare la predisposizione di efficaci servizi volti a garantire la corretta osservanza delle misure". Attenzione puntata dunque "lungo le arterie di traffico e in ambito cittadino, per prevenire possibili violazioni alle restrizioni alla mobilità, situazioni di assembramento e di mancato rispetto del distanziamento interpersonale". Ecco dunque come anche i cittadini pontini si preparano a vivere le festività.

L’autocertificazione sarà la stessa già usata nei mesi scorsi. È necessario compilarla e averla per giustificare la deroga delle misure vigenti. E' necessario dunque indicare i motivi dello spostamento: lavoro, salute, altri motivi previsti da precedenti normative.

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Nella zona rossa:

  • è vietato ogni spostamento anche all'interno del proprio comune salvo che per motivi di lavoro, salute o estrema necessità e urgenza che vanno dichiarati tramite l'autocertificazione; 
  • bar e ristoranti sono chiusi ma sono consentiti l'asporto e la consegna a domicilio;
  • sono chiusi tutti i negozi tranne gli alimentari e quelli di generi di prima necessità; 
  • restano aperti: edicole, farmacie, parafarmacie, tabaccherie, lavanderie, barbieri e parrucchieri; chiusi i centri estetici; 
  • sono chiusi musei, mostre, palestre, sale giochi, sale scommesse e sale bingo e le competizioni sportive sono sospese;
  • la capienza dei trasporti pubblici è ridotta al 50%

Già dal 21 dicembre scorso non è più possibile uscire dalla regione in cui si vive o in cui si ha la residenza. E da oggi non sarà più permesso spostarsi al di fuori del proprio comune. Il Governo però ha concesso la possibilità di spostarsi in tutta la regione per andare a trovare parenti e amici, purché ci si muova "verso una sola abitazione privata, ubicata nella medesima regione, una sola volta al giorno". Il coprifuoco vale dalle 5 alle 22 (a Capodanno arriva fino alle 7) e si può uscire da soli, o massimo in due, portando con sé i figli minori di 14 anni, oltre a persone disabili o non autosufficienti conviventi. Per l’intero periodo delle vacanze natalizie si può andare anche nelle seconde case all’interno della propria regione, con tutto il proprio nucleo familiare (sempre convivente).

Nella zona arancione

La zona rossa durerà fino alle 11 e 59 del 27 dicembre. Poi ci attendono tre giorni di zona arancione, dove cambiano in parte le regole degli spostamenti e della circolazione delle persone. Nella zona arancione: 

  • è vietato circolare dalle 22 alle 5 del mattino se non per le comprovate esigenze di lavoro, salute o estrema necessità e urgenza; 
  • sono vietati gli spostamenti in uscita da una regione all'altra e da un comune all'altro;
  • bar e ristoranti sono chiusi; 
  • i centri commerciali sono chiusi nei giorni festivi e prefestivi;
  • le altre restrizioni sono identiche a quelle della zona rossa.

Per chi abita in comuni al di sotto dei 5mila abitanti à sono consentiti spostamenti in un raggio di 30 chilometri. Anche se si dovessero superare i confini regionali. Chi vive in centri abitati vicini al limite regionale può ignorare il divieto di spostarsi oltre il confine della  regione per recarsi in altri comuni, ma non potrà andare nei capoluoghi di provincia. 

La circolare conclude ribadendo che "l’accesso ai luoghi di culto e la partecipazione alle funzioni religiose restano comunque consentite. Anche in questi casi si applicano però i limiti orari imposti dal  “coprifuoco". Sono inoltre consentiti, senza limiti di orario, gli spostamenti legati ad attività assistenziali in un’associazione di volontariato o a favore di persone in condizione di bisogno o di svantaggio. 

Il Decreto di Natale resta in vigore fino al 6 gennaio. Poi si tornerà al vecchio sistema con le regioni classificate per colore. A meno che non si verifichi un'impennata repentina della curva. 

Non sono escluse dunque a priori nuove restrizioni anche dopo le feste. Del resto il vaccino non immunizzerà abbastanza persone in tempi brevi. Sempre a 'Porta a Porta' il presidente del consiglio ha fatto sapere che "l'obiettivo è arrivare a 15 milioni di vaccinati ad aprile". Quanto all'obbligo "se dovessimo scoprire che la popolazione non si vaccina allora sarà un problema da affrontare, ma non c'è ragione di credere ad una prospettiva del genere".

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