Coronavirus, ecco la rete di solidarietà "Latina per Latina". Comune: “Nessuno sarà lasciato indietro”

L’Amministrazione illustra la riorganizzazione del Coc, l’attività della Protezione Civile e la rete di solidarietà attivata per aiutare quanti sono in difficoltà

L'assessore Cristina Leggio con il sindaco Damiano Coletta

E’ stata l’occasione per fare il punto sulle novità che interessano il Centro operativo comunale attivato per l’emergenza legata alla diffusione del coronavirus, le attività e il coordinamento della Protezione civile e della rete di solidarietà istituita dal Comune di Latina, la videoconferenza convocata ieri dall’Amministrazione. 

“Concetto del lavoro ‘in rete’ che - ha detto il sindaco Damiano Coletta - avevamo già fortemente sostenuto prima dell’emergenza. Ora stiamo lavorando su tre piani, quello dell’emergenza sanitaria a cui si affianca quello dell’emergenza sociale su cui bisogna intervenire in maniera urgente e che ci ha visti attivi anche con i ‘buoni spesa’. A tutto questo si affianca poi la necessità di intervenire su un’emergenza a medio termine, la fase di transizione, molto delicata, in cui  si dovranno trovare iniziative per dare impulso all’economia che è in ginocchio, e su questo punto rientra il ‘Patto per Latina’. La fase che stiamo vivendo ora è quella dell’emergenza-urgenza - ha detto ancora il primo cittadino -, ed era necessario, quindi, che il Comune garantisse un coordinamento che rendesse efficaci ed efficienti tutte le iniziative che sono state messe in campo per aiutare gli altri”. 

Il Coc e il lavoro ella Protezione Civile 

Il meccanismo di funzionamento del Coc - Centro operativo comunale - e del lavoro della Protezione Civile in questa fase, anche in virtù dei cambiamenti che sono stati introdotti dalla normativa dal 2018, è stato illustrato dal vice sindaco Paola Briganti. Al Coc, attivato dal sindaco all’inizio dell’emergenza, afferiscono i livelli decisionali di tutta la struttura comunale che collaborano con il primo cittadino alla definizione delle azioni e le strategie necessarie per il superamento dell’emergenza. “Per dare risposta alle nuove e diverse esigenze della popolazione in conseguenza della situazione emergenziale - ha spiegato il vice sindaco - abbiamo dovuto ripensare e rimodulare le funzioni del Coc. Due le aree su cui si interverrà, quella dei presidi medici e quella del fabbisogno di volontariato (in cui rientra la necessità di fornire alimenti alla popolazione in difficoltà). Queste due macro aree rappresenteranno le loro esigenze al Coc che risponderà con gli strumenti a sua disposizione. Tra questi i servizi del Comune, il sistema del volontariato strutturato - costituito da Protezione Civile, Croce Rossa, e Caritas - e il volontariato sociale costituito da quella fascia di popolazione che a titolo personale e di associazione si sta attivando per rispondere a questa emergenza. Abbiamo invitato le associazioni di Protezione Civile a dare la loro disponibilità; hanno risposto in sei, ma siamo sempre aperti a nuove disponibilità”. Un modo questo per strutturare tutto il servizio di solidarietà, sia a garanzia degli utenti che ne beneficiano come anche di chi scende in campo per aiutare gli altri e mette in piedi iniziative che poi singoli cittadini non possono portare a compimento da soli. 

La "rete di solidarietà"

Come viene coordinata la “rete di solidarietà” è stato illustrato dall’assessore Cristina Leggio che ha spiegato “il lavoro di sintesi” che è stato fatto in queste settimane di emergenza “con tutta la rete del volontariato della cittadinanza attiva. Noi stiamo operando in emergenza - ha detto l’assessore - ed è ancora più evidente quanto sia importante il lavoro di rete”. Il progetto “Latina per Latina” è costituito appunto anche da “una rete di persone e di attività che sono state messe in campo per far fronte all’emergenza Covid-19. L’obiettivo è quello di non lasciare nessuno indietro”. Quello che si propone di fare la rete è di aumentare la capillarità di risposta e l’efficacia di fornire informazioni necessarie alla gestione dell’emergenza, raggiungendo più persone possibili, quello di intercettare, accogliere ed indirizzare le esigenze dei cittadini, e di strutturare in modo creativo dei progetti di solidarietà di vicinato. 

Sono cinque le figure che sono state individuate come parte importante di questa rete. Prima quella dei “referenti di quartiere”, cioè persone che si sono rese disponibili per essere punti di raccordo con tutta una serie di realtà e forme di aggregazione, come parrocchie o centri anziani, o i singoli cittadini. La rete dei “referenti di quartiere” è ampliabile e nel fine settimana sarà presente sul sito dell’Amministrazione una mappatura di quelli già operativi e un indirizzo al quale scrivere per rendersi disponibili. Ci sono poi i "volontari temporanei", persone che hanno dato disponibilità ad agire sul campo; rientrano nel circuito di Protezione Civile, Croce Rossa e Caritas, che garantisce una formazione degli operatori e che possono intercettare eventuali criticità, e che possono affiancare in attività come la mensa o nella distribuzione dei pacchi alimentari. La terza figura è quella delle “associazioni solidali” che si sono messe a disposizione per due obiettivi: mettere a sistema le risorse che possono essere utilizzate anche da altri (ad esempio servizi di consulenza a distanza), e dall’altra parte intercettare situazioni critiche e prenderle in carico. Compongono poi il quadro le "imprese solidali", coordinate dall’assessore Lepori, che garantiscono sostegno mettendo a disposizione mezzi, risorse o convertendo la loro catena produttiva per collaborare, e i "sostenitori", cioè quelli che contribuiscono economicamente. 

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