Coronavirus, il sindaco Coletta: "E' presto per vedere gli effetti delle restrizioni"

Il primo cittadino di Latina intervistato dall'agenzia Dire: "Sui ricoveri potremmo tornare alla situazione grave di marzo"

Non accenna a scendere la curva dei contagi a Latina e in tutta la provincia pontina. Solo oggi i casi totali sono 81, un nuovo record segnalato dal bollettino della Asl, 15 dei quali registrati nel capoluogo. Con l’agenzia Dire il sindaco Damiano Coletta prova ad analizzare la situazione attuale: "Noi avevamo anticipato dei provvedimenti già al 23 settembre con l'obbligo della mascherina anche all'aperto, poi è arrivata l'ordinanza della Regione dell'8 ottobre. Queste misure avevano anche l'obiettivo di impartire una presa di coscienza e un senso di responsabilità che ogni cittadino dovrebbe avere e che la nostra comunità ha dimostrato bene durante il lockdown. E' presto per avere dei dati significativi legati agli effetti delle misure restrittive però – sostiene il primo cittadino - non c'è stato un aumento ma una stabilizzazione dei casi rispetto alle altre province". Al riguardo, il banchetto di matrimonio con ben 82 ospiti avvenuto a Pontinia nei giorni scorsi "è un grave segno di irresponsabilità, anche perché si rischia di penalizzare le altre persone che hanno comportamenti corretti".

Coletta, sul tema della pressione dei nuovi contagi sul sistema sanitario, da medico aggiunge: "Questo è il punto centrale della questione. Mi capita di rispondere ai cittadini che vogliono essere rassicurati sul fatto che molti dei positivi sono asintomatici. Ogni tot asintomatici una quota va incontro a complicanze e se non fermiamo il trend dei positivi, il numero degli asintomatici aumenterà in maniera progressiva e dunque di conseguenza anche i ricoveri ospedalieri. Come dicono gli epidemiologi, potremmo tornare alla situazione grave di marzo e si rischia di avere disattenzioni per le altre patologie. Il mio appello va soprattutto ai giovani ed è quello di indossare sempre le mascherine e di evitare assembramenti. Questo perché i giovani rappresentano la quota maggiore di asintomatici in caso di contagio. E ciò è pericoloso per la probabile diffusione a livello familiare ed amicale".

Quanto poi alla polemica relativa al nuovo Dpcm e alla facoltà lasciata ai sindaci di chiudere strade e piazze dopo le 21 in presenza di assembramenti, aggiunge: “In teoria una proposta del genere ci sta perché i sindaci hanno la conoscenza del territorio ma se non vengono forniti gli strumenti è un problema. Il tema secondo me è la sostenibilità delle scelte. Come sindaci non ci sottraiamo alle responsabilità: dal primo giorno della fase acuta della pandemia lo abbiamo dimostrato ma dobbiamo essere messi nelle condizioni di operare, altrimenti si rischia di adottare dei provvedimenti per i quali non è sufficiente il controllo. Delegare ai sindaci questo significa anche avere a disposizione delle risorse per il controllo come la polizia municipale, risorse che invce nessun comune d'Italia ad oggi possiede. Ci è sembrato un po' uno scaricabarile. Non mi risulta invece che questo provvedimento sia stato concertato con noi”.

Se il trend dovesse continuare a crescere in provincia lei è pronto a tirare le redini? "Certamente – risponde - è mio dovere farlo, ma le scelte vanno condivise con il tavolo della sicurezza, con la prefettura, con le forze dell'ordine mentre per altre scelte il sindaco si trova in 'solitudine'. Ai miei cittadini dico che adesso è il momento di essere responsabili”.

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