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Domenica, 26 Giugno 2022
Emergenza Covid-19

Rallentano le vaccinazioni, orari ridotti per gli infermieri degli hub: “Dopo turni massacranti siamo nell’incertezza”

A parlare gli operatori in prima linea nelle fasi più dure della lotta al Covid: “Il contratto in scadenza il 31 luglio dall’1 giugno passa da full time a part time senza essere avvisati”. Calandrini: “Non lasciamoli soli”

La campagna vaccinale contro il coronavirus ha rallentato i suoi ritmi nelle ultime settimane anche nella provincia di Latina. Sono poche, infatti, le dosi che quotidianamente vengono somministrate anche negli hub del territorio pontino dopo l’intenso lavoro dei mesi più duri della lotta alla pandemia da Covid-19.

Uno degli effetti però è la riduzione dell’orario di lavoro degli infermieri che vengono impiegati negli stessi hub. A denunciare la situazione sono stati proprio loro. “Dopo turni massacranti ci troviamo ad oggi nell’incertezza - scrivono in una nota inviata alla nostra redazione -. Il nostro contratto in scadenza il 31 luglio, assunti per mezzo dell'agenzia di lavoro Randstad, a partire dal 1 giugno sarà trasformato da full time a part time, passeremo quindi da 36 ore settimanali a 18 ore. Il tutto senza essere avvisati. In questo periodo di campagna vaccinale noi infermieri abbiamo lavorato senza sosta garantendo un servizio di eccellenza, seppur nelle sue criticità. Abbiamo risolto problemi e affrontato la situazione con la caparbietà che contraddistingue noi tutti. A nostro avviso essere trattati in tale maniera dopo aver prestato un servizio nell'interesse della collettività è ingiustificabile. nella speranza che chi di competenza abbia il coraggio di valorizzarci anziché mandarci via senza un grazie”.

Sul caso è intervenuto oggi anche il senatore di Fratelli d’Italia Nicola Calandrini che ha annunciato di voler presentare un’interrogazione al ministro della Salute Roberto Speranza. “Voglio esprimere la mia solidarietà e vicinanza agli infermieri - ha dichiarato Calandrini attraverso una nota -. Comprendo la necessità di adeguare gli orari di lavoro ai ritmi più blandi delle vaccinazioni, ma trovo scorretto che questi professionisti siano di fatto demansionati e scaricati dalle agenzie di lavoro, dalla Asl di Latina, dalla gestione commissariale e dal Ministero della Salute, senza alcuna altra opportunità. Gli infermieri che per mesi si sono occupati della campagna vaccinale non possono essere ora abbandonati a se stessi. È anche grazie ai loro sforzi che l’Italia è uscita dalla fase più difficile della pandemia.
Per questo - aggiunge il senatore di FdI -, ora che la campagna vaccinale non ha più necessità di proseguire a ritmi serrati come avvenuto nei mesi scorsi, non ci si può limitare a ridurre le ore di servizio, e conseguentemente i salari, senza dare loro alcuna certezza. La pandemia ha messo in risalto le carenze di operatori medici e sanitari in tutta la nazione, mi risulta difficile credere che per questi professionisti non esista altro collocamento. Asl locale, struttura commissariale ed eventualmente proprio il Ministero della Sanità devono farsi carico di dare un futuro agli infermieri che tanto si sono spesi nella lotta al Covid-19, mettendo a repentaglio la loro stessa salute. Vanno date loro delle risposte senza lasciare che i contratti di lavoro a tempo determinato attualmente vigenti scadano, senza altre soluzioni. Sul tema - ha poi concluso Calandrini - mi riservo di porre una interrogazione al ministro della Salute Roberto Speranza”. 

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