Piano Parco, polemica sull’adozione del progetto di pianificazione

Il polverone alzato dall’assessore provinciale Fabio Martellucci: ““Fuori dal perimetro del Parco le aree maggiormente urbanizzate come quelle di Sabaudia e San Felice”

I tempi ormai si fanno sempre più stretti e, a detta del presidente dell’Ente Parco Nazionale del Circeo, Gaetano Benedetto, entro la fine di questo mese dovrebbe essere adottato ufficialmente il Piano Parco, approvato nel dicembre del 2010. Ad oggi il piano, che ha la funzione di stabilire sia una modulazione dei vincoli, a seconda dell’importanza delle varie aree, sia le varie funzioni d’uso per queste previste, si presenterebbe come lo strumento di pianificazione attraverso il quale individuare obiettivi, azioni, strategie e attività per la tutela e la valorizzazione dell’ambiente naturale del parco.

Ed è proprio alla viglia dell’azione del piano che si fa sentire la Provincia di Latina attraverso le dichiarazioni di Fabio Martellucci, assessore alla Pianificazione Territoriale e all’Urbanistica. “Lo schema – secondo Martellucci - oltre ad essere del tutto privo dell’impianto normativo, presenta discrasie e incoerenze tra il momento delle analisi e degli indirizzi e la carta dell’Assetto Strategico e della Zonizzazione. Ci chiediamo, per questo, se è corretto il percorso che il presidente Benedetto intende intraprendere, in altre parole, adottare il piano e solo in seguito procedere ad approfondimenti e altri momenti di condivisione”.

Quella dell’assessore Martellucci è una polemica a 360 gradi che riguarda, inevitabilmente, anche il problema della riperimentazione degli attuali confini del parco e dell’eliminazione dallo stesso delle zone maggiormente urbanizzate. “Un tema sul quale si sarebbero dovuti accendere i riflettori del dibattito sin dal momento in cui il presidente Benedetto ha dichiarato che il Piano Casa non si applica nel perimetro del Parco Nazionale del Circeo. Ciò che evidenziamo è che se le aree urbanizzate di Sabaudia e San Felice non fossero ricomprese nel perimetro del Parco, come noi auspichiamo sia nel futuro, sicuramente non ci sarebbero stati dubbi sull’applicabilità del Piano Casa e quindi si sarebbe potuto dare una risposta al bisogno abitativo. In aree come quelle di cui parliamo – prosegue Martellucci -, ha ancora un senso il nulla osta dell’ente parco che spesso ha come unico fine quello di rallentare le legittime aspettative dei privati che intendono realizzare nuove opere o interventi di ristrutturazione dell’esistente?”.

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La richiesta dell’assessore parte inevitabilmente dalla convinzione che le aree maggiormente urbanizzate di Sabaudia e San Felice non presentino elevati valori naturalistici, né tantomeno sembra possano svolgere un ruolo di cuscinetto per altre aree a elevata naturalità “Sappiamo che tale proposta farà gridare allo scandalo qualche fondamentalista ambientale – ha concluso Martellucci -. Ciò che si chiede non è di diminuire la portata dell’azione di protezione e conservazione delle risorse naturali, auspichiamo però che il piano assolva ad una funzione non puramente vincolistica, ma al contrario rappresenti uno strumento di incentivazione, sostegno e promozione compatibile per territori che devono trovare nella presenza del parco un fattore di valorizzazione e specificità nella competizione per lo sviluppo rispetto ad altri territori che non possono godere delle opportunità offerte dal Parco.

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