Incendio alla Loas di Aprilia: il senatore Bruno Astorre presenta un'interrogazione

Si chiedono risposte e interventi urgenti ai ministri dell'Interno e dell'Ambiente e si ripercorrono le vicende giudiziarie che hanno riguardato il titolare della ditta

Un'interrogazione ai ministri dell’Interno e dell’Ambiente sull'incendio alla Loas di Aprilia. A presentarla è il senatore del Pd Bruno Astorre, un atto concordato con il segretario provinciale del Pd Claudio Moscardelli. 

Nell'interrogazione si ripercorre la vicenda, ricordando anche che il 27 luglio del 2017 il titolare della stessa azienda interessata dal rogo del 9 agosto "era stato arrestato dalla polizia stradale di Aprilia e dalla Squadra mobile di Latina insieme ad altre 15 persone su ordine della Direzione Distrettuale Antimafia nell’ambito dell'indagine denominata “Dark Side”, con l’accusa di smaltimento illecito di rifiuti all’interno di una ex cava di pozzolana, dove sono stati interrati ingenti quantitativi di rifiuti mai giunti nelle discariche autorizzate per il trattamento finale". "In un’altra vicenda, avvenuta precedentemente ai fatti contestati nell’inchiesta suddetta - si legge ancora nell'interrogazione - che ha sempre interessato il titolare dell’azienda Loas Italia Srl, era stata contestata la violazione della normativa ambientale, per cui è stato emesso decreto penale di condanna e tale vicenda viene discussa nei prossimi mesi presso il Tribunale di Latina".

"Secondo quanto riportato dagli organi di stampa l’azienda risulterebbe priva dell’ICP, il Certificato di prevenzione degli incendi, e in mancanza di un adeguato sistema di primo intervento - prosegue il testo dell'interrogazione - gli stessi addetti del sito non si sono trovati nelle condizioni di poter avviare un primo tentativo di contenimento delle fiamme all’interno dell’area dove erano accatastati rifiuti ed ecoballe avvolti poi dalle fiamme - prosegue il testo dell'interrogazione". Il senatore Astorre ricorda poi che nel 2015 era divampato un altro incendio in via Nettunense dove erano stati stoccati abusivamente rifiuti speciali e tossici e che su quel terreno, tutt’ora oggetto di sequestro del Nucleo di Polizia Tributaria della Guardia di Finanza di Latina, i tecnici dell’Arpa di Latina "riscontrarono anche la presenza di una cisterna di capacità di circa 18000 litri contenente acido nitrico mentre,erano sono presenti sia contenitori IBC vuoti che pieni riconducibili a varie sostanze pericolose come acido cloridrico, acqua ossigenata, acido formico, acido fosforico". Si ricorda poi l'incendio alla Eco X di Pomezia del maggio del 2017 e le numerose discariche,  fra legali e abusive, presenti sul territorio di Aprilia ove sono stati smaltiti illegalmente rifiuti. 

Ai ministri si chiede quindi se "non ritengano opportuno intervenire al fine di adottare misure concrete ed efficaci di controllo del territorio, nonché di prevedere fondi e programmi speciali per la risoluzione del problema dello smaltimento illegale dei rifiuti; se non reputino necessario garantire maggiori controlli nel rilascio delle autorizzazioni agli impianti di trattamento dei rifiuti".l 

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