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Cronaca

Arsenico nell’acqua, il Lazio la regione a più alto rischio in Italia

L'annuncio del presidente dell'Ordine regionale dei Geologi. Circa 91 comuni sono da bollino rosso. Latina, Aprilia, Cisterna, Cori, Sezze e Sabaudia le realtà pontine con i valori più alti

Il Lazio è la regione italiana con il maggior numero di comuni che segnano un valore di arsenico nell’acqua superiore a quello limite che è di 10 microgrammi per litro.

Ad annunciarlo è Roberto Troncarelli, presidente dell’Ordine Geologi del Lazio durante l’assise che si è tenuta ieri presso l’Istituto Superiore Antincendi in occasione del ventennale dell’Ordine.

Il Lazio sarebbe quindi la realtà con il maggior numero di comuni a rischio, circa 91, con oltre 800mila utenti coinvolti e valori riscontrati che si aggirano intorno ai 50 microgrammi per litro.

I capoluoghi più colpiti sono Viterbo, Roma e proprio Latina, anche lei inserita all’interno della lista stilata dalla Ue proprio sulle zone dell’Italia dove i valori di arsenico superano il limite.

Lo stesso capoluogo, insieme ad Aprilia, Cisterna, Cori, Pontina, Sabaudia e Sezze sarebbero i comuni soggetti a maggior rischio.

“L'arsenico – ha ribadito Troncarelli - puo' causare tumori della pelle e degli organi interni. Nel Lazio sono 91 i comuni da bollino rosso che potrebbero adottare misure drastiche nei confronti dell'acqua pubblica”.

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